Sigilli al kebab per carenze igieniche e alimenti scaduti

Vasto. Blitz della polizia in un locale del centro cittadino «Condizioni sanitarie al di sotto degli standard minimi»
VASTO. Sigilli al kebab. La polizia sospende l’attività di un locale frequentato soprattutto dai giovani. Condizioni di estrema criticità, anche di carattere igienico-sanitario. È quanto sostengono di aver scoperto gli agenti nel corso di una ispezione all’interno del locale del centro di Vasto. Gli uomini del commissariato hanno trovato irregolarità nella conservazione dei cibi, alimenti scaduti, cibi ammuffiti conservati in promiscuità con altri generi alimentari. «Condizioni igieniche generali», annota il dirigente del commissariato, Fabio Capaldo, «troppo al di sotto degli standard minimi previsti dalle norme in materia». Inevitabile la sospensione dell'attività.
Il servizio rientra nelle attività di prevenzione e controllo degli esercizi pubblici in tutta la provincia teatina, disposte dal questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, dirette dal dirigente della divisione Pasi della questura di Chieti, Pasquale Sorgonà, e dal dirigente del commissariato di Vasto, Fabio Capaldo. «Il controllo», specifica Capaldo, «è stato effettuato in collaborazione con gli agenti della polizia locale e i funzionari della Asl, Dipartimento di prevenzione, igiene degli alimenti e della nutrizione. Oltre a rilevanti irregolarità amministrative contestate al titolare del locale, è stato emesso anche un provvedimento di chiusura temporanea dell’attività per esigenze urgenti di carattere igienico-sanitario.
La chiusura del kebab fa il paio con il provvedimento di chiusura temporanea di una “sala slot” cittadina disposto qualche settimana fa dal questore di Chieti.
«L’impegno della polizia e di tutti gli enti preposti alla salvaguardia della salute pubblica», conclude il dirigente del commissariato, «è mirato anche al contrasto della distribuzione di cibi e bevande di largo consumo, soprattutto tra i giovani, spesso alla ricerca di merce a buon mercato per ovvi motivi di disponibilità economica. La salute dei ragazzi va tutelata. Riteniamo, sia un doveroso compito far sì che la salute della collettività sia un bene primario da difendere e da tutelare». (p.c.)
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