Sigilli al municipio, Di Primio: chiarezza in tempi brevi

CHIETI. «Si faccia chiarezza in tempi brevi». Così il sindaco Umberto Di Primio all’indomani del sequestro di Palazzo d’Achille, la sede storica del Comune, inagibile dal terremoto del 2009. La...
CHIETI. «Si faccia chiarezza in tempi brevi». Così il sindaco Umberto Di Primio all’indomani del sequestro di Palazzo d’Achille, la sede storica del Comune, inagibile dal terremoto del 2009. La procura ha aperto un’inchiesta sui lavori, indagando sei persone fra tecnici e imprenditori: venerdì mattina i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti hanno apposto i sigilli al cantiere. Il pm Giuseppe Falasca si è affidato a un consulente per accertare le opere realmente eseguite: il sopralluogo è in programma martedì. «È un provvedimento che non ci aspettavamo, considerando che le indagini erano in corso da tempo», dice il primo cittadino. «Capisco le necessità istruttorie di chi sta conducendo le indagini ma mi auguro che loro comprendano che il Comune ha necessità di concludere i lavori al più presto. Auspico che il consulente incaricato dalla procura possa redigere la perizia nel più breve tempo possibile. Recuperare Palazzo d’Achille significa restituire un simbolo a tutta la città ma anche sollevare l’amministrazione dal pagamento dell’affitto che oggi sostiene per i locali dell’ex Banca d’Italia lungo corso Marrucino».
Sull’argomento interviene anche il consigliere comunale Alessandro Marzoli (Italia Viva): «Il nuovo stop ai lavori di Palazzo d’Achille è un colpo al cuore per la comunità teatina. Senza entrare in alcun modo nella vicenda giudiziaria, è innegabile che dieci anni per la ristrutturazione del palazzo comunale sono inaccettabili. Il sindaco, che ha guidato la nostra città per due mandati, è stato sempre capace di fare campagna elettorale con slogan roboanti e promesse che non è riuscito in nessun caso a mantenere».
«Una città con il suo imponente passato e con un futuro senza orizzonti», prosegue Marzoli, «viene quotidianamente dimenticata da una così mediocre amministrazione, incapace di valorizzarla nel presente, e tantomeno di immaginare una percorso per la nostra comunità. Il centrodestra alla guida di Chieti colga questa occasione per riflettere seriamente sul suo operato e sullo stato in cui versa il vasto patrimonio della città che il primo cittadino ambiva a parole a tutelare. Un decadimento totale, dal pubblico fino al privato, dal momento che l’inerzia di chi guida la città ha portato i prezzi degli immobili teatini a dimezzare il loro valore, molto di più rispetto ad altri centri urbani limitrofi. Chieti nel 2020 ha bisogno di cambiare passo ma fino a quando anche le normali attività amministrative durano decenni, gli asili pubblici chiudono e perfino le ristrutturazioni non vedono mai la fine, da Palazzo d’Achille al tunnel di Largo Barbella fino ad arrivare alle scuole, questo non sarà mai possibile».

