Sigilli all’alloggio occupato abusivamente
Il sequestro in una palazzina comunale di via Spataro: è il primo provvedimento del genere in città
VASTO. Occupazione abusiva di alloggi. Pugno duro della magistratura per mettere fine a continue azioni illegali e guerre fra poveri. Il gip del tribunale di Vasto, Caterina Salusti, su richiesta della Procura ha firmato il decreto di sequestro preventivo di un appartamento di edilizia popolare di proprietà comunale in via Spataro, occupato abusivamente settimane addietro. Il nucleo di polizia amministrativa del comando della polizia municipale ha notificato ed eseguito materialmente lo sgombero. Il comandante Giuseppe Del Moro è stato nominato custode dell’immobile. Agli occupanti viene contestata l’accusa di invasione arbitrale di immobile e possesso abusivo. Il provvedimento, adottato per la prima volta a Vasto, è stato disposto perché l'autorità giudiziaria ha ritenuto che permanendo la situazione di illegalità potesse aggravarsi la posizione degli occupanti e al tempo stesso potesse essere arrecato danno all’ente pubblico. «M.B., C.G. e i loro tre bambini adesso non hanno un tetto», dice l’avvocato Raffaele Giacomucci che assiste la famiglia.
Il problema è che la lista delle famiglie in attesa è lunga. I richiedenti a Vasto sono 260. Sono tanti i bambini che aspettano una casa e va rispettata la graduatoria redatta dal Comune. Apposti i sigilli come per legge, l’immobile sarà riconsegnato all’ente proprietario che a sua volta lo darà alla famiglia assegnataria. La lotta al fenomeno dell’occupazione abusiva è cominciata a maggio affinchè gli aventi diritto a un alloggio popolare potessero entrare nella casa che era stata assegnata dal Comune in base alla graduatoria. Diverse le situazioni delicate. La polizia municipale ha inviato anche un dettagliato rapporto in Procura. La posizione del Comune rimane ferma sul rispetto delle regole. «Le regole vanno rispettate», ha più volte rimarcato Del Moro condividendo la posizione del sindaco Francesco Menna. Le graduatorie di assegnazione vanno rispettate. Il Comune ha più volte ripetuto che non ci può essere anarchia. L’amministrazione non intende abbandonare chi è in difficoltà ma è deciso a ristabilire ordine e regole. (p.c.)
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