Siglato l’accordo con Acea Ai Comuni 3,7 milioni

Intesa firmata con il colosso dell’energia: canoni saldati ai 60 enti del Bim Sangro Salerno: «Risultato storico, le somme servono per rimettere in moto tante opere»
LANCIANO . Trasferta romana e firma di un accordo storico per una quarantina di Comuni abruzzesi (ma in tutto ne sono coinvolti 60). Ieri mattina nella sede di Acea, primo operatore nazionale nel settore idrico, è stata siglata l’intesa che prevede il pagamento di 3,7 milioni di sovracanoni Bim (Bacino imbrifero montano, ndr) per l’utilizzo delle acque per la produzione di energia elettrica. Soldi di cui beneficeranno i 60 comuni del bacino del Sangro: 49 abruzzesi, dieci molisani e uno laziale.
E ieri la gran parte è voluta essere presente alla firma di un accordo atteso da quasi cinque anni per il pagamento dei canoni riferiti agli anni dal 2013 al 2017 derivanti dall’impianto idroelettrico di Sant’Angelo, situato nel territorio di Altino e di cui la società romana è concessionaria. Si sono mobilitati la Val di Sangro (da Torricella Peligna a Roccascalegna, da Gessopalena a Villa Santa Maria), l’Aquilano, il Molise e anche il Comune di San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone. Per l’Acea presente il presidente Filippo Stefanelli.
«Dopo tante peripezie ed impegno finalmente siamo riusciti ad ottenere un risultato storico per il nostro territorio», dice Alfredo Salerno, sindaco di Fallo, nominato da 41 Comuni come capofila per la soluzione della questione, «l’accordo firmato prevede la corresponsione della somma di 3,7 milioni di euro, pari all’80% delle somme dovute ai 60 comuni del Bim Sangro (in totale erano 4,6 milioni ma i sindaci hanno rinunciato ad un annualità per raggiungere l’intesa, ndr), oltre al pagamento a partire dal 2018 delle somme per intero, che ammontano a circa un milione all’anno».
Ad ogni Comune spetta una percentuale diversa: si va dai circa quattromila euro l’anno per Atessa ai 50mila per Barrea. «Questi fondi permetteranno a molti piccoli Comuni dell’entroterra abruzzese, molisano e laziale di ultimare opere fondamentali e lasciate in sospeso in questi anni», sottolinea Salerno, «e al contempo daranno una boccata di ossigeno a tutti gli enti ricadenti nel Bim stesso. È stata un’azione unitaria dei sindaci», conclude Salerno, «questo dimostra che se si va tutti insieme si ottengono i risultati sperati».
Resta, adesso, da risolvere il nodo della gestione dell’impianto idroelettrico di Sant’Angelo. La concessione è scaduta dal luglio 2013: la società romana continua ad essere il gestore in virtù di una proroga. Che va avanti, però, ormai da quattro anni. Dovrà essere la Regione Abruzzo, adesso, a mettere mano alla questione, probabilmente indicendo una gara europea per la gestione dell’impianto di Altino.
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