la lotta all'elettrodotto

Silvia, la mamma coraggio in aula contro Terna

Il tribunale di Lanciano ha rinviato al 16 maggio l’udienza del processo civile intentato dalla società elettrica Terna contro proprietari di terreni, ambientalisti e attivisti del comitato No elettrodotto Villanova-Gissi. Silvia Ferrante citata per 16 milioni di euro di danni

LANCIANO. È rinviata al 16 maggio l’udienza del processo civile intentato dalla società elettrica Terna contro proprietari di terreni, ambientalisti e attivisti del comitato No elettrodotto Villanova-Gissi, che si sono opposti alla presa in possesso dei terreni. La decisione del giudice Cleonice Cordisco è arrivata dopo qualche ora dalla convocazione, alle 9,30, in un’aula del tribunale frentano gremita. In prima fila c’era Silvia Ferrante, la mamma attivista di Paglieta citata in giudizio da Terna per ben 24 volte per un ammontare di 16milioni di risarcimento danni. Silvia era una delle nove persone in giudizio ieri mattina, ma l’unica a non essere collegata ai terreni come proprietaria, tecnico di parte o incaricata dai proprietari dei campi dove sorge, ormai in via di ultimazione, l’elettrodotto che corre attraverso 16 comuni abruzzesi. Silvia ha manifestato 24 volte nei terreni di cittadini che, come lei, non volevano che l’opera ad altissima tensione sorgesse sui loro campi e sulle loro case. Per Terna Silvia avrebbe, invece, impedito in maniera violenta quelle immissioni in possesso. Stessa accusa nei confronti delle altre otto persone. Ma solo Silvia, tra le circa 50 persone in totale citate in giudizio, ha ricevuto una richiesta danni così imponente, una somma che, dice lei, «non si riesce nemmeno a immaginare». Con lei c’erano i suoi genitori che, da dietro i banchi dell’aula di tribunale, non l’hanno lasciata con lo sguardo nemmeno per un secondo, il suo compagno Luca col piccolo Libero, 8 anni, motivo principale di tutte le sue battaglie, tanti attivisti e rappresentanti di associazioni. «Difendere la salute non è reato», recita uno striscione fuori dal tribunale. Per tutti il motto della giornata è stato “Io sto con Silvia”. Il rinvio dell’udienza, tuttavia, per alcune delle otto parti comparse ieri in tribunale, è dovuto anche ad alcune transazioni bonarie in corso con Terna. «Era questo l’obiettivo», spiega l’avvocato della Ferrante, Roberto Paolo D’Ettorre del foro di Chieti, «Terna con questo atto vuole strategicamente arrivare a patti con i proprietari. Non la chiamerei intimidazione, ma strategia». Secondo D’Ettorre, Silvia "è estranea a questa vicenda: non è proprietaria di quei terreni e ha partecipato solo in senso testimoniale».

ELETTRODOTTO IN FUNZIONE. A poche ore dal rinvio Terna informa che, da domenica, l’elettrodotto da 380 Kv è entrato in funzione. «Il rafforzamento del sistema elettrico del centro-sud Italia attraverso il raddoppio della linea esistente Foggia-Gissi-Villanova», dice la società, «era stato previsto con l’obiettivo di risolvere le numerose criticità esistenti e immettere in rete una maggiore quantità di energia prodotta anche da fonti rinnovabili dalle regioni del sud Italia». L’opera, per la società, contribuirà a «risparmi per famiglie e imprese e a garantire la sicurezza del sistema elettrico dell’area». Ma a smentire l’entrata in funzione dell’“autostrada” energetica è il Forum abruzzese dell’acqua con la foto di un pilone scattata proprio ieri a Paglieta (qui a fianco). «I fili non sono nemmeno tutti collegati», sostiene l’associazione, «come fa a funzionare l’elettrodotto?».

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