Sindacati contro Del Vecchio «Dialoga solo con Cisapuni»

CHIETI. Dialogo ancora difficilissimo tra sindacati, o almeno tra la maggioranza di essi, e vertice dell’università Gabriele d’Annunzio, minacciato di comportamento antisindacale. Nonostante il...
CHIETI. Dialogo ancora difficilissimo tra sindacati, o almeno tra la maggioranza di essi, e vertice dell’università Gabriele d’Annunzio, minacciato di comportamento antisindacale. Nonostante il consiglio d’amministrazione dell’ateneo abbia bocciato il tentativo del direttore generale Filippo Del Vecchio (foto) di andare avanti da solo, con un atto unilaterale, nell’erogazione dei fondi per il salario accessorio, e abbia imposto al dg di tornare a sedersi al tavolo sindacale, la trattativa stenta a partire.
C’è però un’eccezione. È quella del sindacato Cisapuni, rappresentato da Alessio Peca e Marco Costantini, che va avanti per conto proprio. A seguito delle proprie proposte sulla ripartizione del Fondo comune di ateneo, sulla stipula dell’assicurazione sanitaria e dei buoni pasto, il sindacato ha prima convocato i lavoratori in assemblea (che, se si eccettua la presenza a dir poco irrituale dello stesso dg, sembra essere stata davvero poco partecipata) e poi ha proposto ai presenti un referendum.
In particolare si chiedeva ai dipendenti di esprimersi su cinque punti. Di dire, cioè, se erano d’accordo o meno nel ripristinare il Conto terzi in base a quanto prevedeva il vecchio regolamento, nel procedere all’erogazione dell’Ima in attesa della stipula del contratto integrativo, se volevano che l’amministrazione universitaria venisse sollecitata a stipulare la polizza sanitaria integrativa, se volevano la costituzione di un fondo (ex articolo 60) per sostenere il personale in stato di difficoltà e, infine, di tornare ad erogare i buoni pasto.
E visto che la presenza dei lavoratori in assemblea non era stata numerosa, la proposta di referendum è stata spedita via mail a tutto il personale. Si tratta, in realtà, di punti da tempo oggetto di trattativa da parte delle restanti sigle sindacali, che, però, non riescono ancora a far ripartire il tavolo sindacale ufficiale. E a questo proposito Flc Cgil, Cisl Università, Uil Rua, Csa Cisal e anche la rappresentanza sindacale unitaria sono tornate a sollecitare il vertice universitario.
Tutte insieme le sigle hanno scritto una nuova lettera al rettore Carmine Di Ilio in cui chiedono “la ripresa obbligatoria delle trattative e la convocazione delle parti trattanti entro e non oltre 30 giorni dalla predetta delibera di rigetto (27 febbraio 2016)”. E questa volta non si tratta di una semplice richiesta, perché il comunicato è anche accompagnato da una esplicita minaccia: laddove, cioè, non si riprendesse il dialogo nei tempi e nei modi indicati dai sindacati, questi sono pronti ad accusare il vertice di comportamento antisindacale, secondo quanto prevede l’articolo 28 della Legge 300/1970.
«In caso di mancata riconvocazione», scrivono infatti i sindacati, «tale comportamento verrà dalle stesse sigle inequivocabilmente interpretato in funzione antisindacale, con conseguente esperimento del ricorso ex art. 28 Legge 300/1970 presso il tribunale ordinario di Chieti in funzione di giudice del lavoro». (a.i)

