Sindaci in strada per dire no ai migranti

16 Luglio 2017

Manifestazione davanti all’ex hotel che ospiterà 70 rifugiati. La Magnacca: «Governo sordo alle esigenze delle comunità»

SAN SALVO . «Insieme possiamo farcela. Sindaci, cittadini e operatori devono far arrivare a Roma il grido disperato di un territorio che vede mortificate le proprie aspettative in nome di un’emergenza che non finisce mai». San Salvo è scesa in piazza ieri mattina e al suo fianco molti altri Comuni del Chietino. Amministratori, operatori economici e turistici si sono ritrovati davanti all’ex hotel Miraverde destinato ad ospitare 70 migranti; 50 sono già in arrivo. «La nostra è una protesta civile per la difesa dei diritti dei cittadini e delle imprese contro un governo sordo alle richieste della comunità e cieco rispetto alla realtà». Il sindaco Tiziana Magnacca, alla presenza di amministratori del territorio, imprenditori e commercianti, spiega le sue ragioni contro l’arrivo di nuovi migranti sulla costa. Non a caso l’incontro è stato organizzato davanti alla struttura che li dovrà accogliere. «Nessuna forma di razzismo ma la consapevolezza che chi fugge dall’Africa non può essere aiutato con la semplice ospitalità e che questo fenomeno sta oramai esplodendo con possibili forti tensioni sociali. Il progetto ospitalità attuato dal governo nazionale», dichiara il sindaco Magnacca raccogliendo gli applausi della gente che si è radunata nella zona, «è fuori da ogni controllo. Non è più un’emergenza ma è diventato un fenomeno strutturale. Non è una protesta contro queste persone, che meritano tutto il nostro rispetto, ma dobbiamo far capire che non basta partire dai loro Paesi per essere accolti e poi cosa accade? Gli troviamo anche il lavoro, che non possiamo assicurare nemmeno ai nostri concittadini? I minori sono a carico dei Comuni e sempre i Comuni devono sostenere le spese per gli eventuali ricorsi di chi si vede respingere l’accoglienza. Tutto questo mentre noi fatichiamo ogni giorno di più ad andare avanti». «La colpa di quanto accade è anche della Regione che in un momento drammatico per l’Abruzzo, a causa del terremoto, non è stata capace di trasmettere i bisogni della sua gente a Roma», incalza il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio. Dello stesso avviso i colleghi Felice Magnacca (Castiglione Messer Marino), Saverio Di Giacomo (Monteodorisio), Luca Conti (Casalanguida), Filippo Marinucci (Casalbordino) e Mimmo Budano (Villafonsina). «Per quanto tempo ancora dobbiamo pagare le tasse per questo che è diventato un costo sociale elevato e non più sostenibile?», chiedono i sindaci ribadendo di non essere contro i migranti né contro il prefetto: «Siamo contro il Governo che consente di ospitare persone che poi ciondolano per intere giornate nelle nostre città». Grande l’amarezza degli operatori. «Anni di lavoro vanificati. Su internet ormai accanto alla voce Hotel San Salvo, compare “Miraverde, migranti”», dice Emanuele Cieri, presidente degli albergatori. E Lorenzo Moschetta presidente del centro commerciale Insieme ribadisce: «Non è pregiudizio il nostro ma un grido d’aiuto per mettere fine a ciò che sta uccidendo la nostra economia».
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