Sindaco e infermieri: chiarezza sui contagi

16 Aprile 2020

Ortona. Geriatria, dopo i casi positivi conclusa la sanificazione del reparto: oggi riprende l’attività ma a regime ridotto

ORTONA. «E se un domani, che spero non arrivi mai, saremo positivi anche noi, non fatevi domande: la risposta ve l’abbiamo già data». In questo passaggio della lettera inviata al Centro da una parte del personale infermieristico della clinica geriatrica di Ortona sembra esserci una premonizione di quello che da lì a qualche giorno sarebbe accaduto. L’allarme del personale sanitario del reparto del Bernabeo è stato lanciato appena qualche giorno fa: da lì a poco si sarebbe diffusa la notizia del focolaio in Geriatria. Nella lettera si parla di pazienti trasferiti da Chieti a Ortona «senza che abbiano eseguito un tampone, dopo aver espletato un percorso Covid, spesso dopo una degenza nei medesimi reparti, e con una misera dicitura “No Covid”». Per chi ci ha inviato la missiva «questo è inaccettabile». Ci si chiede se una simile situazione sia giusta: «È normale usufruire di mascherine in cotone homemade e visiere artigianali gentilmente offerte e costruite dalla nostra coordinatrice? Noi siamo stremati e inorriditi». Gli infermieri precari si dicono spaventati e sfiduciati: «A volte ci sentiamo di essere solo l’anticamera della morte, altro che professionisti della salute».
Intanto dopo il contagio di 22 persone tra degenti e personale sanitario, ieri mattina il sindaco Leo Castiglione ha inviato una nota all’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, e al direttore dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti Thomas Schael, nella quale si chiede una informativa dettagliata sul momento dell’ospedale. «Una situazione che desta preoccupazione tra utenti e operatori sanitari», sottolinea, «e che rilancia la necessità di procedure adatte per eliminare qualsiasi rischio di promiscuità e possibilità di contagi nelle strutture ospedaliere. Una soglia di attenzione e prevenzione poi, che per il nostro nosocomio diventa ancora più essenziale visto l’importante ruolo che la struttura ospedaliera riveste all’interno del polo oncologico rosa». Il primo cittadino si sofferma sulla «necessità di prevedere l’identificazione di percorsi appropriati, magari anche con la predisposizione di locali appositi di pre-ricovero ove effettuare le analisi attraverso i tamponi, per gli utenti dell’ospedale in modo da evitare la possibilità di promiscuità con soggetti risultati positivi».
E dalla Asl arrivano rassicurazioni. Fanno sapere che le procedure di sanificazione del reparto si sono completate ieri e oggi l’unità operativa riprende le attività, anche se a regime ridotto poiché gli infermieri risultati negativi al test sono in congedo per malattia. È necessario, quindi, integrare la dotazione di personale con altre unità. Risultano in servizio, invece, quattro medici.
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