Sindaco-medico ai tempi del Covid «Non abbandono i miei pazienti»

23 Novembre 2020

Ferrara al mattino in municipio e di pomeriggio nel suo studio, ecco come si divide i compiti L’appello ai teatini: «Non voglio che si facciano multe ma le regole anti-contagio vanno rispettate» 

CHIETI. Sindaco al mattino e medico di pomeriggio. Come aveva promesso, Diego Ferrara non ha abbandonato i suoi pazienti e, pur tra i mille impegni da primo cittadino, riesce a ricavare qualche ora di spazio nella giornata per continuare a seguire lo studio medico. In un momento di grande difficoltà dal punto di vista sanitario, Ferrara combatte la pandemia nella doppia vesta di sindaco e medico di famiglia. Nell’ambulatorio viene aiutato dal figlio e da un altro collega. «Continuo a lavorare al mio studio perché, come ho sempre detto, non voglio lasciare soli i miei pazienti. Soprattutto in questo particolare momento», dice. «Come sindaco, invece, devo lanciare un appello alla cittadinanza a rispettare con scrupolo le regole anti-contagio. Purtroppo non penso che la città abbia compreso a fondo in quale situazione ci troviamo. Rispetto al lockdown di primavera noto che vengono prese meno cautele. Sono in contatto costante con il comandante della polizia municipale Donatella Di Giovanni alla quale ho chiesto di fare il massimo per controllare il territorio e richiamare tutti all’osservanza delle regole anti-Covid. Ho allertato anche il prefetto Armando Forgione che mi ha promesso una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Non voglio multe per chi trasgredisce, perché la mia linea è sempre stata quella di puntare sulla prevenzione».
Una linea che il sindaco si sente di riconfermare proprio grazie all’esperienza maturata nel suo ambulatorio che funge da osservatorio privilegiato sui bisogni della città: «I pazienti che incontro quotidianamente mi fanno capire che c’è molta ansia, insieme a depressione soprattutto per i risvolti economici della pandemia e anche insofferenza. Non voglio dunque esasperare questo mix di stati d’animo negativi con multe dei vigili urbani per chi non indossa la mascherina».
Il sindaco-medico vuole anche fare squadra con i colleghi eletti nella nuova amministrazione. Sono complessivamente cinque i medici di famiglia: oltre a lui c’è il suo assessore alla sanità, Giancarlo Cascini, il presidente della commissione sanità Gabriella Ianiro e i due consiglieri di minoranza Bruno Di Iorio ed Emma Letta. Una presenza cospicua dal punto di vista numerico che Ferrara vuole mettere a frutto anche dal punto di vista delle politiche per la sanità: «Vorrei promuovere la nascita di un organismo che vada al di là dei colori politici», dice, «quasi un intergruppo, per affrontare i problemi della sanità locale. A partire dal depotenziamento della sanità teatina, di cui, purtroppo, continuo a registrare segnali anche con le ultime vicende che riguardano i reparti di Senologia e Cardiochirurgia. Per continuare con la grave problematica della mancanza di vaccini anti-influenzali. In provincia sono 86mila gli aventi diritto alla vaccinazione, 48mila dosi sono arrivate a inizio ottobre e ora stiamo ancora aspettando. Come sindaco e come medico temo il peggio».
La collaborazione Asl-Comune si è fatta molto stretta. Ferrara è riuscito a far aprire il nuovo drive in per i tamponi in città, mettendo a disposizione della Asl la struttura del Palatricalle. Ora, però, vuole cogliere un altro obiettivo: riaprire il distretto sanitario di Chieti Scalo. La Asl aveva individuato i locali alla stazione ferroviaria come sede per il distretto chiuso da oltre un anno. Ma l’iter per adeguare gli spazi sembra andare per le lunghe. Il sindaco ha cercato, dunque, soluzioni per accorciare i tempi proponendo due sedi: l’ex asilo delle Orsoline in via Scaraviglia e l’ex asilo nido Peter Pan a Madonna delle Piane. Il direttore generale Asl, Thomas Schael, aveva fatto un sopralluogo insieme a Ferrara nell’ex nido di Madonna delle Piane e aveva dato il via libera per trasformare la struttura in un centro vaccinale, da mettere a disposizione anche dei medici di famiglia. E poi, sollecitato dallo stesso sindaco, si era detto favorevole anche a spostarvi il distretto.