Sistemate le trappole per il lupo: posti segreti, si temono sabotaggi

Autorizzazione lampo dell’Ispra per catturare l’animale che ha assalito una donna con la cagnolina Il sindaco ai cittadini: non lasciate cani e gatti liberi di uscire da soli, niente cibo fuori dalle abitazioni
PALOMBARO. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha autorizzato la cattura del lupo che domenica scorsa ha aggredito, in centro, una donna e azzannato il suo cagnolino. Ieri sono state poste delle foto trappole per arrivare a una prima identificazione del lupo. I luoghi non sono stati resi pubblici per evitare eventuali sabotaggi. Dopo la cattura l’animale sarà sottoposto ad accertamenti scientifici e gli sarà messo un collare gps per monitorarlo. Dopo queste indagini scrupolose si deciderà il da farsi.
Domenica scorsa, verso le 7, Nadia Terenzi aveva al guinzaglio Snoopy, una meticcia di 12 anni. Non erano in un bosco o in una zona isolata ma in via IV Novembre, in prossimità dell’hotel Vittoria. All’improvviso da una siepe si fionda sul cagnolino un lupo, una, due volte. La donna cade, si frattura un polso, la cagnolina è portata via dall’animale selvatico. Di lei restano solo tracce di sangue sull’asfalto. In paese scatta la psicosi lupo, anche perché non si tratta di un singolo episodio. La risposta così celere dell’Ispra, alla richiesta di cattura del lupo, sta a significare che la situazione non è da sottovalutare. Si tratta di capire il perché l’animale selvatico abbia messo in atto un tale comportamento insolito e inusuale; se si è allontanato spontaneamente dal branco o se è stato allontanato dallo stesso. Pare che in questo ultimo caso la situazione sia più pericolosa.
«Alcuni lupi possono essere mandati via dal branco, essere in difficoltà, colonizzare nuove aree e cercare nelle aree antropizzate situazioni favorevoli alla loro sopravvivenza. I lupi», afferma Simone Angelucci, veterinario del Parco nazionale della Maiella, «non sono in sovrannumero, la natura non fa sovrabbondanze o eccessi numerici. Ci sono molti lupi perché ci sono molte prede selvatiche, e ci sono molte prede selvatiche perché ci sono ampi territori per esse disponibili. La probabilità che ci possano essere animali che vivono e tendono a stabilirsi in contesti molto antropizzati è oggi molto elevata».
Il sindaco Consuelo Di Martino nell’attesa delle decisioni della comunità scientifica ha diramato il vademecum “Lupi in città – Come comportarsi”, nel quale si fanno raccomandazioni nel caso di incontro con i lupi e si danno anche indicazioni generiche ma necessarie, tra le quali non lasciare cibo fuori dalle abitazioni, né cani e gatti liberi di uscire.
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