Siti contaminati, è allarme L’inquinamento avanza

20 Novembre 2018

Sostanze tossiche, anche cancerogene, continuano a finire tra case e fabbriche Registrati nuovi superamenti, la Mantini avvia un progetto per fermare i veleni

CHIETI. Non si ferma l’inquinamento tra le case e le fabbriche di Chieti Scalo e l’elenco delle sostanze tossiche che continuano a finire nei terreni, nella falda acquifera e nel fiume Pescara è lungo. E comprende anche gli alifatici clorurati cancerogeni: sui verbali c’è scritto «cloruro di vinile, tricloroetilene, tetracloroetilene, 1.2 dicloropropano, 1.2 dicloroetilene, 1.1 dicloroetilene».
BONIFICA. La bonifica delle aree del Sir – il Sito di interesse regionale per l’inquinamento istituito nel 2010 a fronte di una contaminazione ormai fuori controllo – è ancora un’incognita nonostante le promesse con 10 milioni di euro di fondi regionali da dividere però con l’altro Sir abruzzese, quello del Saline-Alento di Montesilvano e Francavilla. Nell’attesa di una bonifica che non si sa come e quando verrà, visto che i 5 milioni annunciati non basteranno, è in partenza un mini intervento da appena tremila euro per la «messa in sicurezza» di un sito privato contaminato.
SITO MANTINI. L’intervento riguarda l’area dell’ex calzaturificio Da Fran di via Penne, confinante con i ruderi dell’ex conceria Cap. L’ex Cap, dopo due aste andate deserte, è ancora al centro di una vendita giudiziaria al tribunale di Roma in programma il 25 gennaio 2019. Stavolta, la base d’asta sarà zero proprio perché l’ex conceria è considerata una «sorgente» dell’inquinamento di Chieti Scalo: da qui, così c’è scritto sugli atti del Comune, l’inquinamento si propaga. La contaminazione dell’ex Da Fran, acquistato dalla ditta di rifiuti Mantini per creare un deposito, «non è ascrivibile alle attività attuali e pregresse svolte nel sito», dice un verbale. Che prosegue puntando il dito contro il sito confinante: «La contaminazione richiede approfondimento con indagini nelle aziende che svolgono o hanno svolto attività che prevedono nel ciclo produttivo l’utilizzo di solventi». In un altro passaggio del documento si dice ancora: «La contaminazione riscontrata si ritiene provenire dall’esterno e andrebbero indagate le zone attigue ove si svolgono o sono state svolte attività industriali e artigianali».
SENZA CONFINI. In via Penne, l’inquinamento non ha confini tanto che il Comune, 8 mesi fa, ha chiesto alla Regione di sostituirsi al proprietario dell’ex Cap, la società fallita Revi srl di Roma, e avviare la bonifica: «L’immobile è interessato da fenomeni di inquinamento ambientale per i quali la pubblica amministrazione ha avviato una procedura di bonifica in via sostitutiva», così dice l’avviso di vendita che rivela come la Regione abbia mosso il primo passo. Tornando all’ex Da Fran, la Mantini – non responsabile dell’inquinamento attuale – ha presentato il progetto per “lavare” l’acqua inquinata che scorre sottoterra.
«SOGLIE SUPERATE». Le ultime analisi commissionate dalla Mantini mostrano il «superamento delle concentrazioni di soglia di contaminazione del sito industriale»: «Manganese, nichel, cloruro di vinile, tetracloroetilene, tricloroetilene, 1.2 dicloropropano, 1.2 dicloroetilene, 1.1 dicloroetilene, triclorometano, cromo VI», questi gli inquinanti scoperti. Ora, la Mantini ha proposto un impianto di “pump & stock”, ideato dalla geologa Alessandra Marroncelli, per prelevare l’acqua di falda, stoccarla in serbatoi e trattarla come rifiuti pericolosi evitando che prosegua ad avvelenare i terreni circostanti e il fiume. Se ne parlerà durante una conferenza dei servizi con l’Arta, convocata dal responsabile del procedimento, il geometra comunale Mario Salsano, per il 27 novembre dalle 10 nelle sede del Comune di via delle Robinie.
TOSTO. La conferma di un inquinamento costante arriva anche da un altro sito vicino, acquistato dalla Walter Tosto per costruire una palazzina di 4 piani destinata a uffici. Negli atti depositati in Comune, si parla di «superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee» per «parametri di tricloroetilene, tetracloroetilene, sommatoria alifatici clorurati cancerogeni e 1.2 dicloropropano». Il piano di Tosto, redatto dall’ingegnere Giovanna Blandelli, sarà al centro di un’altra conferenza dei servizi l’11 dicembre dalle 10.
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