Sixty, bocciato il ricorso Il concordato va avanti

La Corte d’Appello rigetta il reclamo proposto da Banca Sella contro l’omologa L’avvocato Pennetta: così a fine estate potremo pagare i tremila creditori in lista
CHIETI. Vertenza Sixty. La Corte d'Appello ha rigettato il reclamo proposto da Banca Sella contro l'omologa del concordato preventivo. «Questo risultato» commenta l’avvocato Pierluigi Pennetta «ci consentirà, subito dopo l'estate, di cominciare a pagare i creditori privilegiati e di andare avanti con la liquidazione di altri beni».
Il reclamo presentato dall’Istituto di credito privato italiano, fondato nel 1886 a Biella, dove tuttora ha la sua sede principale, era considerato una sorta di spada di Damocle. «Se fosse stato accolto» puntualizza l’avvocato Pennetta «si doveva ricominciare daccapo con un nuovo concordato con tutto ciò che avrebbe comportato».
La vertenza del gruppo moda, dunque, mantiene la rotta verso l’auspicato rilancio. Lontano dalle secche che potrebbero inchiodarla a un fallimento. «Aspettiamo i termini per eventuali impugnazioni anche se l’eventualità è abbastanza remota» sostiene Pennetta «poi si dovrà lavorare sul piano di riparto che dovrà soddisfare 3 mila creditori nell’arco di 4 anni».
Giuseppe Rucci, segretario generale della Filctem Cgil commenta la notizia con cauto ottimismo. «È una buona notizia per i lavoratori che potranno in questo modo percepire il Tfr entro breve tempo». Ma per il sindacalista c’è ancora molto da fare per traghettare la Sixty verso il porto sicuro del rilancio. «Rimane di fondamentale importanza sapere quali sono gli interessi reali della proprietà. Primo tra tutti se vuole continuare a investire sul territorio teatino. Va messo in cantiere e con urgenza anche il progetto per recuperare i 300 lavoratori che a ottobre potrebbero trovarsi di fronte solo la strada della disoccupazione». Intendimenti che la nuova proprietà, made in Cina, dovrà illustrare nell’incotro programmato per il 24 luglio prossimo al ministero dello Sviluppo economico.
Vertice nel quale la Sixty dovrà chiarire se intende rilanciare il «sistema moda» valorizzando le professionalità esistenti sul territorio Abruzzese. Incontro che si sarebbe dovuto tenere ieri, ma che l’azienda ha fatto slittare di 9 giorni. L’ok al concordato preventivo ha ridato speranza ai 300 lavoratori finiti in cassa integrazione, anche se al momento i reintegrati nella Newco sono solo 52.
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