Slitta ancora la mensa a scuola: panini da casa per gli alunni

2 Ottobre 2021

In attesa della decisione del Tar sull’appalto, il Comune dice sì al tempo pieno ma col pranzo al sacco La protesta dei genitori: «Basta rinvii, i bambini costretti a mangiare pasti cucinati tante ore prima»

GUARDIAGRELE. Genitori in rivolta per la mancata partenza della mensa scolastica. Dopo diversi rinvii, il servizio di refezione scolastica avrebbe dovuto essere attivo da lunedì prossimo, ma ieri le famiglie sono venute a sapere che non si parte neanche lunedì e che, anzi, gli alunni possono portarsi il pranzo da casa. Ieri mattina, infatti, l’amministrazione comunale ha comunicato alle dirigenti dei comprensivi scolastici la possibilità di consentire il ricorso al pasto da casa in attesa del pronunciamento del Tar sul ricorso per l’impugnativa dell’aggiudicazione della procedura di appalto del servizio di refezione scolastica. «Si tratta di una decisione condizionata da questo pronunciamento», spiegano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’istruzione Teresa Giammarino, «ci sono stati ricorsi proposti dalle parti soccombenti nel nuovo appalto della ristorazione, aggiudicato a giugno al Consorzio Appalti Italia». Consorzio che sarebbe stato pronto a partire anche subito, senonché l’udienza del Tar fissata al 10 settembre è slittata prima al 24 settembre e poi al 28 settembre, quando si è finalmente tenuta. Solo che al momento il Comune non sa ancora cosa abbiamo deciso i giudici amministrativi. Di fronte a questa incertezza, che potrebbe anche risolversi ad ore, il Comune ha deciso di autorizzare il pasto da casa. «Attualmente è questa l’unica ragione di stallo», dicono sindaco e assessore, «che ci costringe a chiedere ai 4 Comprensivi di consentire alle famiglie di organizzarsi con il pasto da casa, in attesa che la mensa possa finalmente partire, cosa che potrebbe accadere in pochissimi giorni nel caso in cui dai giudici amministrativi non arrivi nessuno stop. Intanto è necessario che l’attività didattica vada avanti e, con essa, si sollevino le famiglie dai disagi dei ritardi che, nostro malgrado, scontiamo sull’attivazione del servizio. Siamo tuttavia fiduciosi che entro mercoledì la decisione venga espressa, in modo da consentirci di agire di conseguenza e, alla ditta affidataria, di approntare nel miglior modo il servizio e dare risposte positive alle famiglie e ai ragazzi che hanno diritto al pasto».
Ma i genitori protestano. «Ci avevano detto che la mensa sarebbe partita il 20 settembre», dice il papà di un bimbo che frequenta la scuola materna all’istituto comprensivo 2, «poi il 27 settembre, poi il 4 ottobre e ora non si sa più nulla. Ci hanno solo detto che non parte più la mensa ma che dobbiamo essere noi genitori a portare il pasto ai nostri figli. E un bambino di 5 anni come mio figlio dovrebbe mangiare seduto al banco dentro la classe. Tra l’altro dovrebbe mangiare un pasto cotto a casa, ore prima, che un genitore dovrebbe andare a portare».
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