Slitta di un mese la chiusura delle guardie mediche

Il ricorso al Tar di Celenza sul Trigno fa rinviare il provvedimento della Asl Il sindaco di Borrello, Di Nunzio: «Aree montane sempre più penalizzate»
QUADRI. La chiusura delle guardie mediche di Scerni, Cupello, San Vito, Quadri, Palena e Celenza sul Trigno, che sarebbe dovuta scattare lo scorso primo agosto, è stata prorogata al primo settembre, ma solo perché il Comune di Celenza sul Trigno ha fatto ricorso al Tar Abruzzo contro il provvedimento della Asl. La notizia della chiusura di sei postazioni di assistenza continuata non era giunta come un fulmine a ciel sereno. «Già da gennaio», dice Giovanni Di Nunzio, sindaco di Borrello, «abbiamo fatto una raccolta di firme con i cittadini di Quadri per scongiurare tale chiusura. La vicenda è stata seguita dal consigliere regionale Alessio Monaco che ha fatto sapere di una risoluzione che impegnava la giunta regionale a scongiurare la chiusura. Dispiace, ma nulla è servito. I Comuni più penalizzati sono proprio quelli di Borrello, Rosello e Quadri. Borrello con il suo centro accoglienza anziani è ancor di più penalizzato».
Con la soppressione della guardia medica di Quadri, Villa Santa Maria passerà a quindici Comuni serviti: Bomba, Colledimezzo, Montazzoli, Montebello, Monteferrante, Montelapiano, Pennadomo, Pietraferrazzana, Quadri, Borrello, Civitaluparella, Fallo, Roio, Rosello e la stessa Villa. Le guardie mediche montane sono un baluardo per territori disagiati con una precarietà della rete stradale e un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia. Prima della soppressione, a Quadri confluivano anche gli utenti di Borrello, Civitaluparella, Fallo, Roio, Rosello. Il servizio di guardia medica garantisce l’assistenza medica di base a domicilio per situazioni d’urgenza e che si verificano durante le ore notturne o nei giorni festivi, in particolare dalle 20 alle 8 di tutti i giorni feriali, dalle 14 del sabato, o di ogni altro giorno prefestivo, alle 8 del lunedì o, comunque del giorno successivo al festivo. Con questa spiegazione si comprende come la soppressione di una guardia medica in territorio montano è un danno superiore che in qualunque altra zona. La guardia medica ha il compito di intervenire al più presto su richiesta diretta o telefonica dell’assistito. Il medico di guardia medica può prescrivere farmaci; può rilasciare certificati di malattia, ma solo in caso di necessità e per un periodo massimo di tre giorni; può proporre il ricovero ospedaliero. Tutto sta, però, a raggiungere la sede di guardia medica oppure, da parte del medico, la casa del paziente distante, spesso, diversi chilometri di mulattiera.
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