Smarrisce la fede: ce l’aveva nello stomaco

7 Settembre 2018

Lanciano. L’anello recuperato con una pinza dai gastroenterologi dell’ospedale Renzetti 

LANCIANO. Perde la fede nunziale, la recuperano i gastroenterologi dell’ospedale Renzetti nel suo stomaco: l’aveva inghiottita. Vicenda singolare quella capitata a un pensionato lombardo in vacanza sulla Costa dei trabocchi. Durante una mattinata al mare, l’uomo si accorge di avere smarrito la fede nunziale a cui teneva molto perché appartenuta alla moglie defunta. I bagnanti sulla spiaggia di San Vito si mobilitano per dare una mano nelle ricerche, ma dell’anello non c’è traccia. L’anziano deve rassegnarsi; l’anello della moglie era ormai perso per sempre. Qualche ora più tardi, rientrato a casa, accusa mal di pancia. Gli viene il dubbio di aver ingoiato la fede. Va al Pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano, qui gli fanno alcuni esami endoscopici e capiscono il problema: la presenza di un corpo estraneo nello stomaco. È la fede, smarrita.
Il paziente, a quel punto, viene trasferito in Gastroenterologia e i medici recuperano l’anello. «Abbiamo rimosso l’anello introducendo uno strumento dotato di pinza che viene utilizzato in queste circostanze», spiega Giovanni Ferrini, responsabile della Gastroenterologia, «il pensionato è stato ben felice di recuperare la fede alla quale teneva così tanto e anche di aver evitato conseguenze peggiori per la propria salute».
Resta però il mistero di come sia potuto accadere che un anello, di dimensioni non proprio microscopiche, sia stato ingerito senza che l’uomo si sia accorto di nulla: “mistero della fede”. Intervento andato a buon fine nel reparto che attende da oltre un mese l’arrivo di un apparecchio per le gastroscopie e di almeno uno per le colonscopie. Si lavora infatti ancora a ranghi ridotti; si fanno al massimo cinque gastroscopie al giorno perché c’è un solo macchinario e le colonscopie sono dirottate altrove. Per evitare problemi in particolare durante le ferie, e per evitare che si allungassero le già bibliche liste di attesa (per una colonscopia programmata in gastroenterologia l’attesa è di 503 giorni; si effettua il 22 gennaio 2020), i pazienti del Renzetti sono stati dirottati all’ospedale Bernabeo di Ortona. Qui solo ad agosto sono stati fatti almeno 110 esami che erano stati prenotati a Lanciano. La Asl ha assicurato l’arrivo di altri due apparecchi al reparto del Renzetti entro una quindicina di giorni. (t.d.r.)
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