Smottamenti a Santa Lucia «Fate presto gli altri lavori»

13 Marzo 2018

Ortona. Residenti sollevati per il progetto da 626mila euro approvato dal Comune «Il problema va risolto del tutto così anche le nostre case riacquisteranno valore»

ORTONA. «Oggi ci sentiamo maggiormente al sicuro, ma se verranno avviati i lavori lo saremo ancora di più». Vivono di sensazioni i residenti di Santa Lucia, quartiere periferico di Ortona che deve fare i conti con una frana imponente a due passi dalle palazzine residenziali caratterizzanti la contrada. La notizia dell’approvazione da parte della giunta comunale del progetto definitivo che prevede lavori di consolidamento e risanamento idrogeologico del colle soggetto a movimento franoso, permette di tirare un sospiro di sollievo alla numerosa comunità del posto. È una boccata d’ossigeno dopo tanta paura, parzialmente scacciata grazie all’intervento degli inquilini dell’edificio “Borgo La Valle”, che - per quanto nelle loro possibilità - si sono attivati per salvare il salvabile.
Il movimento franoso, infatti, incombeva a pochissimi metri - una decina - dalle dieci unità abitative di cui è composta proprio la palazzina. E allora si è deciso di intervenire attraverso una palificata con l’obiettivo di consolidare il territorio. Sono stati i residenti dello stesso Borgo La Valle a impegnarsi affinché ciò venisse fatto, pagando di tasca propria l’intervento effettuato su un terreno di proprietà di un condomino. Una spesa notevole per le famiglie, quantificata in «quasi 100mila euro» racconta Francesco Sulpizio, uno dei residenti della palazzina lambita dal dissesto. «La nostra era un’urgenza che non poteva essere protratta», prosegue l’ortonese, «è stata realizzata una palificata abbastanza corposa, che dovrebbe garantirci maggiore sicurezza. Oggi ci sentiamo più tranquilli», aggiunge, «ad ogni modo se verranno realizzati gli ulteriori lavori la nostra situazione non potrà che migliorare».
Da queste parti una pioggia prolungata, un’ondata di maltempo più severa del solito, per anni sono state motivo di paura. Timori sfociati nel gennaio 2017 quando, a seguito delle calamità atmosferiche, venne dichiarato lo stato di emergenza e decretata l’inagibilità del condominio, temporaneamente sgomberato in seguito all’ordinanza firmata dall’allora sindaco Vincenzo D'Ottavio in cui si parlava di momentanea inagibilità «in dipendenza del dissesto idrogeologico in atto sulle aree poste immediatamente a valle del complesso residenziale».
A marzo dello scorso anno, poi, l’Autorità di bacino della Regione espresse parere favorevole alla modifica del Piano di assetto idrogeologico classificando l’area in R4, e cioè di rischio molto elevato. Le famiglie sono comunque riuscite a rientrare nei rispettivi appartamenti, sono stati svolti i lavori e ora si spera ne verranno fatti altri. «In questo modo», conclude Sulpizio, «oltre a risolvere definitivamente il problema della sicurezza, le nostre case riacquisteranno anche un valore oggi del tutto perduto».
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