Società morose: scatta la diffida

Non hanno pagato l’uso degli impianti. Costa (Forza Chieti): «Mancano i controlli»
CHIETI. Il Comune diffida cinque società sportive per il mancato pagamento dei canoni di utilizzo degli impianti pubblici durante la scorsa stagione agonistica, sia quelli gestiti in via diretta che quelli gestiti in concessione. I mancati incassi vanno a pesare sui conti già disastrati dell’ente, specie dopo la dichiarazione di dissesto, di qui la decisione di formalizzare la richiesta di saldare i debiti pregressi.
Al momento non si conosce la cifra precisa dovuta al Comune dalle società morose. Ma da un documento inviato dal dirigente Carlo Di Gregorio dopo un primo sollecito del consigliere comunale di opposizione Stefano Maurizio Costa (Forza Chieti), si evince che a essere diffidate sono state, per l’uso del Palatricalle, le società Teate basket per il saldo dei canoni di utilizzo per il campionato di serie C1 Gold e quello giovanile under 19; e il Chieti basket per i tre campionati giovanili di under 17, under 15 e under 14. «A seguito delle normali attività di controllo sui pagamenti eseguiti per l’utilizzo delle strutture sportive comunali», si legge nell’atto, «l’ufficio scrivente ha riscontrato delle criticità in merito ad alcuni versamenti». Sono stati diffidati anche il Chieti calcio, relativamente al saldo dei canoni per la gestione in concessione del campo “Nazzareno La Rovere” di Sant’Anna; la società River, a cui è stato affidato l’impianto sportivo “Celdit”; e la società Esa, concessionaria dello stadio del nuoto.
«Dalla mia richiesta di conoscere se le società siano in regola con i pagamenti, sono scaturite una serie di verifiche che evidenziano la mancanza di controllo nei versamenti per l’utilizzo degli impianti sportivi comunali», rimarca il consigliere Costa, che giovedì scorso è tornato a scrivere al segretario generale Celestina Labbadia e al responsabile dell’ufficio di presidenza Nicola Salerni per sapere se le società morose abbiano provveduto o meno a sanare le loro posizioni «viste anche le difficoltà economiche che il Comune attraversa». «Ricordo che tale richiesta», specifica Costa, «era stata già inviata il 29 agosto scorso, ma non ha avuto riscontro. Invito perciò a rispondermi entro i tempi stabiliti dal regolamento del Comune di Chieti e dal decreto legislativo del 18 agosto 2000».
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