Soldi falsi nascosti dentro casa, arrestato

In manette un 35enne scoperto con banconote da 50 euro contraffatte, dosi di eroina e una pistola revolver a salve
CHIETI. Banconote false pronte per essere spese nei negozi, dosi di eroina e una pistola a salve. Antonio Mancino, 35 anni, residente a Filetto e originario di Cerignola, ha provato a farla franca buttando tutto dalla finestra di casa. Ma è stata una mossa inutile: i carabinieri della compagnia di Chieti, al comando della tenente Maria Di Lena, lo hanno scoperto e arrestato con l’accusa di spendita e introduzione nello Stato di monete falsificate: rischia una maxi condanna. Adesso l’uomo, già in passato finito in manette per una cruenta rapina commessa a Lanciano, si trova ai domiciliari.
IL BLITZ. Mancino, ufficialmente venditore ambulante, è tenuto sotto controllo già da un po’ dai militari del nucleo operativo e radiomobile di Chieti e della stazione di Guardiagrele. Così giovedì pomeriggio, su delega della procura, a Filetto scatta la perquisizione. Uno dei carabinieri, mentre i colleghi bussano alla porta dell’appartamento di via Di Tullio in cui l’indagato vive, si apposta sul retro della palazzina: all’improvviso, nota un uomo sui quarant’anni avvicinarsi a una finestra e gettare una busta di colore verde.
IL SEQUESTRO. All’interno del sacchetto, gli investigatori recuperano 25 banconote contraffatte, tutte da 50 euro, per un totale di 1.250 euro. A prima vista, potrebbero persino apparire vere. Ma c’è un dettaglio che conferma la loro falsità: sono contraddistinte solo da quattro codici seriali. E le sorprese non finiscono qui: nella busta sono nascosti anche un involucro di cellophane con dentro tre grammi di eroina, un bilancino di precisione e una scatola blu che contiene una pistola revolver a salve.
IN TRAPPOLA. Mancino, con la scusa di doversi vestire, ritarda ad aprire il portone. Quando – finalmente – decide di far entrare i carabinieri, in casa c’è anche la compagna, ritenuta estranea ai fatti. Lui invece, finisce in carcere su disposizione del sostituto procuratore Marika Ponziani.
L’INTERROGATORIO. Ieri pomeriggio il giudice Isabella Maria Allieri ha convalidato l’arresto, disponendo i domiciliari. Mancino, difeso dall’avvocato Vincenzo Menicucci, ha ammesso la sola detenzione delle banconote. L’indagato ha raccontato di averle ricevute poco prima del blitz: «Ma non posso dire chi me le ha date perché temo per la mia incolumità. In ogni caso, non le avrei mai spese. Era mia intenzione restituirle perché grossolanamente false». Gli accertamenti dell’Arma proseguono: l’obiettivo è scoprire la provenienza dei soldi contraffatti. Per gli investigatori, si tratta di banconote di ottima fattura, che avrebbero potuto facilmente trarre in inganno commercianti e cittadini. Non è la prima volta che il 35enne si ritrova nei guai. Il 14 gennaio del 2011 era stato arrestato, sempre dai carabinieri, per aver messo a segno una rapina in strada ai danni di un’anziana di Lanciano, strappandole la borsa e facendola cadere a terra. La donna, ferita, era stata ricoverata in ospedale.

