Soldi falsi nascosti nell’armadio, arrestato

14 Settembre 2018

Albanese fermato con un pacco di banconote da 20 euro contraffatte: voleva spenderle nei negozi di Chieti e Francavilla

CHIETI. Un pacco da 2.880 euro di soldi falsi, tutti a pezzi da 20 euro pronti per essere spesi nei negozi di Chieti, Francavilla e dintorni. L’albanese di 42 anni, senza nessun lavoro ma in grado di pagare regolarmente l’affitto per un appartamento a Montesilvano, aveva nascosto le banconote contraffatte all’interno di un armadio. Nel cassetto di un altro mobile della stanza da letto custodiva anche 4.400 euro, tutti veri in tagli da 20, 50 e 100 euro. Senza alcun impiego, ma con un bel gruzzolo da parte. Edmond Roci è stato arrestato con l’accusa di introduzione nello Stato e detenzione di banconote false: ora si trova nel carcere di San Donato a Pescara.
INDAGINE PER DROGA. All’albanese, i carabinieri del nucleo investigativo guidati dal maggiore Marcello D’Alesio e coordinati dal tenente colonnello Vittorio Bartemucci sono arrivati seguendo la pista della droga. Gli investigatori avevano saputo che uno spacciatore su uno scooterone faceva la spola tra Chieti, Francavilla, Pescara e Montesilvano trasportando della cocaina. Nel tardo pomeriggio di mercoledì, durante un pattugliamento tra Ripa Teatina e Francavilla, i carabinieri si sono trovati davanti un uomo a bordo di un Suzuki Burgman: a Francavilla, lo scooterone ha effettuato una improvvisa inversione di marcia e si è allontanato a forte velocità lungo viale Alcione dirigendosi verso Pescara.
PEDINAMENTO. Da quel momento, è iniziato un lungo pedinamento continuato per diverse ore durante il quale i carabinieri hanno seguito gli spostamenti del malvivente. Quando l’albanese è stato fermato, a Montesilvano, i carabinieri si aspettavano di trovare della droga e, invece, in tasca c’era una sola banconota da 20 euro falsa, di ottima fattura. «Non so chi me l’ha data», ha detto l’albanese. Ma la perquisizione nell’abitazione presa in affitto ha portato alla scoperta degli altri soldi contraffatti: una mazzetta da 143 pezzi, uno sopra l’altro, custodita nell’armadio. Quando i carabinieri gli hanno chiesto da dove venissero quei soldi falsi, l’albanese ha risposto che non lo sapeva. In un altro cassetto, invece, c’era il denaro autentico: 4.400 euro. Alla domanda su come avesse fatto a guadagnare quei soldi, Roci non ha risposto. Per i carabinieri, invece, quei 4.400 euro potrebbero essere i guadagni illeciti. Gli ulteriori accertamenti su Roci, hanno permesso di scoprire che a suo carico c’era anche un provvedimento di espulsione dall’Italia emesso, nel 2016, dalla prefettura di Brescia.
NEGOZI. Secondo l’ipotesi degli investigatori, prima di essere fermato, l’albanese avrebbe fatto delle perlustrazioni per capire dove spendere e cambiare i soldi falsi, soprattutto negozi e tabaccherie.
I CONSIGLI DELL’ARMA. I carabinieri ricordano che «le banconote euro sono caratterizzate da molteplici elementi di sicurezza. Per riconoscere immediatamente la loro genuinità è consigliabile attenersi a 4 regole base: toccare, guardare, muovere, controllare». In caso di dubbi, «è importante verificare tutte le caratteristiche di sicurezza confrontando la banconota sospetta con un’altra di pari valore e sicuramente genuina». Il tatto è fondamentale: «La stampa calcografica è presente in diverse aree delle banconote genuine ed è facilmente percepibile al tatto grazie all’effetto di rilievo». Per i tagli piccoli, da 5, 10 e 20 euro, «sul fronte della banconota è presente una striscia olografica. Muovendo la banconota è possibile osservare alternativamente il simbolo dell'euro in colori brillanti o il valore nominale (5, 10, 20). Sul retro della banconota è presente una striscia iridescente. Muovendo il biglietto, la striscia brilla per effetto della luce».