Soldi prelevati da cinque depositi: nei guai ex dipendente delle Poste

20 Dicembre 2022

Trentunenne in servizio allo sportello si sarebbe appropriato di oltre 22mila euro tra il 2018 e il 2019 L’accusa è di peculato: le operazioni fatte quando i raggirati si erano rivolti a lui per prendere denaro

MONTEODORISIO. Avrebbe prelevato a più riprese soldi dai libretti di diversi clienti che si fidavano ciecamente di lui. A.R., 31 anni, dipendente postale in servizio tre anni fa nella filiale di Poste italiane di Monteodorisio comparirà oggi davanti al collegio di giudici del tribunale di Vasto formato da Stefania Izzi, Michela Iannetta ed Elisa Ciabattoni per rispondere di peculato, ossia appropriazione indebita di denaro appartenente ad altri commessa in veste di pubblico ufficiale e con l'aggravante della continuazione.
La vicenda risale al biennio 2018-2019. Stando a quanto riportato nella richiesta di rinvio a giudizio "il trentunenne in qualità di incaricato di pubblico servizio impiegato nella filiale di Poste italiane di Monteodorisio, mentre eseguiva operazioni di prelievo allo sportello richieste dal cliente utilizzava senza alcuna autorizzazione quel libretto postale effettuando diversi prelievi".
Le vittime accertate e che lo hanno trascinato in giudizio sono cinque: G.C., a cui avrebbe preso un totale di 6.255 euro attraverso 5 prelevamenti. Dal libretto intestato a D.D. e N.G. avrebbe preso 300 euro in tre diversi prelievi. Dal libretto di P.V., invece, sarebbe arrivato a prelevare un importo di 13.223 euro attingendo ogni volta somme che andavano dai 700 a 2.452 euro. Sei i prelievi sul libretto di A.C. per un totale di 2.705 euro. Complessivamente l'imputato avrebbe sottratto illegalmente 22.483 euro.
Una vicenda che ha creato sdegno e sconcerto in Poste italiane che ha deciso di costituirsi parte civile attraverso il proprio rappresentante legale che sarà rappresentato in aula dall'avvocato Stefano Dedda. A difendere l'imputato è l'avvocato Guido Giangiacomo di Vasto. Il suo ruolo non si presenta semplice, ma il penalista cercherà di smontare il castello accusatorio.
Sebbene siano trascorsi tre anni dalla scoperta del reato, l'incredulità e lo sconcerto delle vittime è ancora forte. Nessuna delle vittime aveva mai sospettato dell'imputato, un dipendente postale all'apparenza tanto gentile e disponibile. Nessuno immaginava potesse arrivare a tanto.
Ma a parlare sono stati i prelievi che l'uomo ha fatto. L'ultimo, di 937 euro, è stato fatto il 5 febbraio 2019. Oggi nel corso del dibattimento emergeranno nuovi particolari sulla vicenda. Certo l'imputato rischia molto. Qualora venisse giudicato colpevole, A.R. oltre a dover risarcire le vittime dei prelievi e Poste italiane, rischia una pena che va dai 4 a dieci anni e sei mesi di reclusione. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .