«Solo chiacchiere sui servizi in ospedale»

6 Novembre 2020

Atessa. Il gruppo di maggioranza: nel San Camillo non è rimasto nulla, tante promesse e demagogia

ATESSA. Quando sarà operativa l’endoscopia nel San Camillo? È la domanda che il gruppo di maggioranza “Uniti per Atessa” pone al centrodestra e, in modo particolare, al coordinatore locale della Lega, Enzo Pellegrini, il quale nei giorni scorsi aveva preannunciato che la direzione generale della Asl ha dato l’okay alla “piastra ambulatoriale di gastro-endoscopia digestiva” nel San Camillo per un importo di 300.000 euro, fondi regionali.
«Continuano le declamazioni da parte del centrodestra atessano e regionale ma in realtà la struttura ospedaliera non c'è», afferma “Uniti per Atessa” che aggiunge: «La fantasmagorica definizione del Covid hospital sembra tramontata e, vista la recrudescenza pandemica, se il distretto non può tornare qui, in che modo si ipotizza la riattivazione del servizio di endoscopia e con quale finalità? Per i ricoverati o per gli ambulatoriali esterni? Con quanto e quale personale, considerata l’imponenza del nuovo reparto? In un presidio ormai spogliato di tutti i servizi ospedalieri essenziali. Riteniamo che le idee non siano del tutto chiare, considerato che l’attuale centrodestra ha demolito il poliambulatorio, con annessa endoscopia. Comprendiamo la posizione del consigliere Pellegrini, funzionario politico della Regione, che cerca di rassicurare e vorrebbe che non ci fosse un sindaco a difendere le ragioni e gli interessi della nostra comunità e di un intero territorio. È necessario che sul destino dei servizi sanitari di Atessa si pronuncino definitivamente il presidente della Regione Marco Marsilio e l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì».
Il gruppo di maggioranza torna sul problema del pronto soccorso. «Ai cittadini non si stanno assicurando i requisiti minimi di sicurezza sanitaria (scandalosa è la condizione in cui viene tenuto il pronto soccorso con pazienti lasciati sotto le intemperie) e non si sta garantendo ciò che prevede la costituzione in merito alla salvaguardia della loro salute. Tutto ciò in una fase di emergenza sanitaria. Questo è grave, al di là dei comunicati e di alcune fumosità di uffici stampa, che disegnano scenari molto lontani dal reale La nostra città», conclude “Uniti per Atessa”, «è stata deprivata della sede distrettuale, in una fase, come questa, in cui la sua funzione è fondamentale e vive nell'incertezza perché dell’allestimento di ospedale al servizio di un'area disagiata, secondo quanto previsto dalla programmazione regionale, non c’è traccia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA