Sono ai domiciliari ma rubano, in carcere

7 Giugno 2018

Pene di 5 anni a testa per tre romeni scoperti con armi da guerra e oggetti rubati per 100mila euro

CHIETI. Erano ai domiciliari ma avevano continuato a rubare di tutto e nel loro appartamento nascondevano anche armi e munizioni da guerra. Ma i carabinieri hanno scoperto tutto e i tre romeni ieri pomeriggio sono stati condannati dal giudice Valentina Ribaudo ognuno a 5 anni. Professionisti dei furti anche se ai domiciliari per una serie di altri colpi messi a segno nel Chietino, ora Hristu Mihaita, 36 anni, Adrian Gherasim (32) e Gheorghe Negoita (34) sono rinchiusi nel carcere di Madonna del Freddo. Sono stati difesi dagli avvocati Tullio Zampacorta, Alfredo Forcillo e Giuseppe Pantleone. Nell’appartamento di via Curtatone allo Scalo, c’era moltissima roba: oltre alle armi, tra cui un lanciarazzi e una santabarbara, c’erano latte da 30 litri d’olio, un’affettatrice, una macchina per il caffè, monete antiche da collezione, assegni bancari, pellicce, spade, coltelli, trapani, maschere da saldatori. E anche lenzuola ricamate a mano. Sono state proprio le lenzuola a incastrare i tre. Un carabiniere che stava facendo un controllo nell’appartamento di via Curtatone, per verificare che i domiciliari fossero rispettate, ha riconosciuto infatti le lenzuola. Qualche giorno prima una donna ne aveva denunciato il furto, descrivendole nei particolari. Così è scattata una perquisizione disposta dal pm Giancarlo Ciani: i carabinieri, guidati dalla tenente Maria Di Lena, hanno ispezionato la casa e, tra appartamento, soffitta e rimessa, hanno trovato tantissimi oggetti per un valore di circa 100mila euro: scarpe da trekking, un robot per fare il gelato, un machete e un’ascia, cellulari, tronchesi, quadri elettrici e bobine, un telepass, un orologio e molte altre cose. La merce è stata poi esposta nella caserma dei carabinieri di via Ricciardi a disposizione di quanti potessero riconoscerla e dimostrare di essere i legittimi proprietari.