Sono arrivati i primi 25 immigrati

8 Ottobre 2016

Atessa. Scortati da polizia e carabinieri all’ex albergo Il Mulino. «Non c’erano sindaco né consiglieri»

ATESSA. Nell’ex albergo Il Mulino, ieri mattina, sono arrivati scortati da diverse autovetture delle forze dell’ordine i primi venticinque immigrati. Ad aspettarli c’erano diversi cittadini e rappresentanti del comitato Atessa agli Atessani, sodalizio che da alcuni mesi si è battuto per impedire che l’arrivo si realizzasse.

«Si tratta di venticinque giovani uomini di nazionalità eritrea, tra loro né donne né bambini. Ad attenderli, cosa gravissima», dicono Debora Fioriti e Andrea Marcolongo, portavoci del comitato «non vi era il sindaco né alcun rappresentante del consiglio comunale, per questo noi cittadini ci sentiamo delusi e traditi da chi dovrebbe rappresentarci».

In questi ultimi mesi, oltre a una raccolta di 1.600 firme, ci sono stati incontri di esponenti del comitato con diverse istituzioni per spiegare le ragioni del “no”. «Le motivazioni della nostra protesta non sono il colore della pelle o altri banali luoghi comuni, bensì il fatto che qui si tratta di pagare il soggiorno a soli giovani uomini, provenienti da aree non in guerra, a spese di uno Stato che non è in grado di sostenere i suoi cittadini in difficoltà. Soldi dei contribuenti che finiscono solo per ingrassare le tasche delle cooperative colluse con gli interessi di pochi uomini al potere».

La preoccupazione è per la sicurezza dei cittadini perché la struttura è in pieno centro (non come a Lanciano dove è relegata in una frazione periferica), vicino a negozi, scuole e centro storico. «Quotidianamente apprendiamo dai mezzi di comunicazione della violenza di queste persone, di atti di terrorismo mentre noi continuiamo a metterci in “casa” persone di cui non sappiamo nulla, che qui non hanno un lavoro e vivono a spese nostre, ma soprattutto che non sono profughi, non scappano dalla guerra e dunque non hanno diritto allo status di protezione internazionale». L’ex “Mulino” è interessato da un progetto della cooperativa “Cosmo” di Montenero di Bisaccia. Il comitato punta il dito «contro la politica che ci rappresenta e decide» che avrebbe dovuto battersi per ospitare «le famiglie e anche donne e bambini che realmente fuggono dalla guerra. Intanto da noi nelle prossime ore, è previsto l’arrivo di altri 25 immigrati».

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