«Sono gesti che fanno male alla città»

CHIETI. «Chi confonde la passione per la squadra di calcio con atti di violenza non può essere considerato né tifoso né cittadino». È il commento del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (nella foto),...
CHIETI. «Chi confonde la passione per la squadra di calcio con atti di violenza non può essere considerato né tifoso né cittadino». È il commento del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (nella foto), sulla notizia dell’arresto di tre ultras del Chieti calcio che lo scorso 30 ottobre hanno usato violenza per costringere un giocatore della giovanile del Pescara calcio a 5 a togliersi la tuta di rappresentanza. Le indagini sono state condotte dal personale della Digos della questura di Chieti. «Sono stufo di questi gesti che non hanno nulla a che vedere con lo sport e fanno male alla città», spiega Di Primio. «Qui non parliamo di tifosi, ma di teppisti che per fortuna rappresentano la minoranza».
Il primo cittadino teatino torna anche sulla recente vicenda della lettera anonima di minacce, contenente un proiettile, indirizzata al presidente del Chieti calcio, Mauro Giacomini, e al suo allenatore Alberto Mariani. «Chieti non è la città dei proiettili e della violenza. Quello che è accaduto è una vergogna: chiunque pensa di affermare un suo presunto diritto in questo modo è da condannare senza mezzi termini».

