«Sono omossesuale: mi vietano di fare la madrina di battesimo»

9 Febbraio 2024

La donna è delusa: «Mi sento discriminata, la Chiesa dovrebbe riconoscere la fede senza barriere» Il parroco Don Leonardo: «Nessuna esclusione, ci sono delle regole e non ha i requisiti per quel ruolo»

SANT’EUSANIO DEL SANGRO. Non può essere madrina di battesimo perché omosessuale, questo è accaduto a Valentina Lorentini, di Sant’Eusanio del Sangro. La donna è amareggiata e lancia un appello a tutte le istituzioni ecclesiastiche «Affinché rivedano queste pratiche escludenti, in favore di un'accoglienza che non faccia distinzione di genere, orientamento sessuale o stato civile». Il parroco di Santa Maria Assunta, don Leonardo, replica: «Non si è trattato di alcuna discriminazione o esclusione, ma per essere madrina e padrino, di battesimo o di cresima, ci vogliono determinati requisiti che in questo caso non c’erano». L’argomento è quanto mai di attualità anche alla luce delle recenti disposizioni in materia da parte del Dicastero della Dottrina della Fede o alcune affermazione di Papa Francesco. Valentina racconta quanto le è accaduto: «La mia esperienza ha sollevato questioni profonde riguardanti l'inclusione e il rispetto della persona, evidenziando una discriminazione che non posso tacere. Sono una donna omosessuale, parte integrante e attiva della mia comunità. Una cara amica mi ha chiesto di assumere il ruolo di madrina per il battesimo del figlio, un onore che ho accettato con gioia e serietà, conscia dell'importanza di questo compito sia in ambito spirituale che sociale. La mia esperienza si è trasformata in profondo disagio quando, durante la confessione preparatoria al rito, il sacerdote della mia parrocchia mi ha informato che non avrei potuto assumere tale ruolo a causa della mia omosessualità». Valentina si rivolge allora alla curia, Sant’Eusanio fa parte della diocesi di Chieti retta da monsignor Bruno Forte: «Ho cercato conferma al vescovo della mia diocesi, sperando in una risposta che riflettesse un approccio più inclusivo e rispettoso. Purtroppo, mi è stato comunicato che avrei potuto partecipare al battesimo solo come testimone, escludendomi di fatto dal ruolo di madrina. Questa esperienza mi ha causato dolore e umiliazione ma ha anche rattristato la famiglia della mia amica, sottolineando una pratica discriminatoria che allontana non solo i membri della comunità LGBTQ+, ma anche chi cerca una Chiesa più accogliente e inclusiva. È fondamentale», conclude Valentina, «riconoscere che l'amore e la fede non conoscono barriere e che la Chiesa, nel suo cammino verso l'inclusività, deve riflettere l'amore incondizionato che predica».
«La Chiesa», afferma don Leonardo, «non esclude nessuno né tanto meno gli omosessuali, però ci sono delle norme da rispettare. Anche a coloro che vivono in situazioni matrimoniali “irregolari” (conviventi, sposati solo civilmente, divorziati-risposati) è stato rifiutato di diventare padrini o madrine di battesimo o di cresima, che sono, ricordiamo, dei sacramenti. La dottrina è questa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA