Soppressione prefettura Avvocati: piano illegittimo

27 Settembre 2015

L’ordine approva unanime un documento: «Nel Dpr non rispettati i parametri di legge. Se accorpamento con Pescara deve essere, la sede resti a Chieti»

CHIETI. «Un piano manifestamente irragionevole, iniquo e illegittimo» è quanto sostengono gli avvocati di Chieti del progetto di riorganizzazione degli uffici del ministero dell’interno stabilito con legge 135 del 2012 e adottato con decreto dal presidente della repubblica (Dpr 4.09.2015) che prevede la soppressione della prefettura di Chieti. Le toghe teatine, presiedute da Pierluigi Tenaglia, si sono riunite lo scorso 22 settembre, e hanno approvato all’unanimità dei presenti un documento che contesta l’accorpamento della prefettura di Chieti a quella di Pescara. «Siffatto procedimento di riordino e razionalizzazione, rientrante nel più ampio piano di revisione della spesa pubblica», si legge, «deve svolgersi secondo i parametri stabiliti dalla legge 135/12, ovvero estensione territoriale, popolazione residente, caratteristiche del territorio, dinamiche socio-economiche, insediamenti produttivi, fenomeni immigratori su territori fronte-rivieraschi e aree confinarie con flussi migratori». Ebbene tali principi informatori sono stati disattesi nello schema del decreto presidenziale, sottolinea l’ordine forense teatino che ricorda come al Provincia di Chieti, da fonti Istat aggiornate al gennaio scorso, si attesta al 53° posto su 103 province avendo la popolazione più elevata (392.763 abitanti) e vanta il primato regionale, dietro solo all’Aquila sia per numero di comuni (104), sia per estensione territoriale (2.599,58 km), e risulta la più dinamica per insediamenti produttivi, (Lancianese e Vastese, 60% del Pil regionale). Gli avvocati ricordano la complessità del territorio che confina con altre regioni «con annesso rischio di permeabilità di traffici criminali e di infiltrazioni di criminalità organizzata, territorio in cui si trovano l’unico porto commerciale e turistico regionale (Ortona) e il porto di Vasto, entrambi esposti al fenomeno immigratorio». In base a questi parametri la provincia di Chieti non sarebbe stata soggetta ad alcuna ipotesi di accorpamento-soppressione degli uffici periferici del ministero, semmai doveva essere inserita nei comuni che avrebbero dovuto accorpare. Gli avvocati sottolineano che non sono state soppresse prefetture di comuni che per estensione territoriale, insediamenti produttivi e dinamiche socio economiche sono grandemente inferiori alla provincia di Chieti. «La prefettura di Chieti esiste da sempre», si legge ancora nel documento, «sin dalla sua istituzione (1861) e il comune capoluogo di Provincia, Chieti, già capitale dell’Abruzzo Citra è tra le più antiche d’Italia». L’ordine forense ricorda come Chieti faccia parte inoltre di un piano di razionalizzazione delle sedi degli uffici statali, «progetto pilota» celebrato dal governo come modello virtuoso che prevede il recupero delle caserme militari dismesse al fine di azzerare i costi di locazioni passive degli uffici periferici dello Stato tra cui appunto questura, prefettura e già finanziato con 18 milioni. «L’accorpamento-soppressione prefettura e delle strutture congiunte renderebbe nullo il modello Chieti», scrivono ancora gli avvocati. Da aggiungere che il ministero delle finanze ha acquistato di recente sia il tribunale sia l’edificio della prefettura di Chieti (una volta della Provincia alla quale si pagava il canone). L’accorpamento in favore di Pescara che per la sede della prefettura paga un affitto costituirebbe un’ulteriore contraddizione a quel progetto di razionalizzazione delle spese che ha ispirato la legge.

L’ordine forense auspica che il Ministero dell’Interno attraverso l’intervento di politica e istituzioni, rettifichi lo schema di decreto. «Nella ipotesi in cui il Viminale intenda portare avanti il progetto di riordino», concludono gli avvocati, «confermando l’accorpamento Chieti-Pescara», il consiglio dell’ordine degli avvocati di Chieti «si augura che la sede della prefettura, non la Questura e i vigili del fuoco, rimangano a Chieti, con riserva di adottare ogni iniziativa idonea contro la soppressione».