Sorpresi a rubare rame nel cimitero

6 Ottobre 2016

Colledimezzo, carabinieri appostati tra i loculi: un ladro preso, l’altro in fuga

COLLEDIMEZZO. Entra nel cimitero per rubare i pluviali in rame ma ad attenderlo trova i carabinieri. È stato arrestato in fragranza di reato Simone Giuseppe Rossi, 26 anni, di Lanciano. Il giovane era agli arresti domiciliari, sempre per furto. L’operazione dei carabinieri della stazione di Bomba, coordinati dal maresciallo Vito Giallorenzo, è scattata verso le 22,30 di martedì. Alcuni cittadini nel pomeriggio di martedì hanno notato una macchina nera che si aggirava in prossimità del cimitero: è stato il fare non usuale, si fermava e ripartiva più volte, che ha destato sospetti. I carabinieri, informati, hanno così deciso di compiere un appostamento nel camposanto, nascosti tra i loculi. L’intuito e la perspicacia dei militari sono stati premiati: verso le 22,30 due persone hanno scavalcato il muro di cinta e si sono indirizzate verso la chiesetta. Qui hanno staccato un pluviale in rame e quindi si sono dirette verso le tombe. Mai si sarebbero aspettati che nel cimitero c’erano occhi che li stavano seguendo. Dal buio, all’improvviso, sono sbucati i carabinieri che, prima si sono dichiarati e, quindi, hanno cercato di agguantare i due malviventi. Rocambolesca è stata la fuga tra tombe e lapidi.

Entrambi i fuggiaschi hanno scavalcato il muro di cinta, seguiti a ruota dai carabinieri. La fuga è durata poco per Rossi, mentre il complice ha fatto perdere le tracce di sé dileguandosi nei campi limitrofi al cimitero. In uno zainetto che il 26enne aveva con sé sono stati trovati anche arnesi da scasso. Il giovane è stato identificato e portato in caserma. Ieri mattina i carabinieri hanno eseguito una perquisizione nella sua abitazione, dove sono stati trovati un decespugliatore e un generatore di corrente elettrica che, in base alle matricole, erano stati rubati alcuni giorni prima sempre nel territorio di Colledimezzo. Rossi è stato, quindi, denunciato anche per ricettazione perché non ha dato una spiegazione plausibile della provenienza degli attrezzi, che già sono stati riconsegnati al legittimo proprietario. Stamattina è previsto il processo per direttissima.

Matteo Del Nobile

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