Sostegno ridotto, bimbo disabile peggiora

4 Ottobre 2014

A scuola assistenza da 15 a 6 ore. L’appello della madre al Comune: in aula ha bisogno di qualcuno

VASTO. "Ipoacusia sensoriale". É racchiuso in queste due parole il dramma di F.M., 11 anni di Vasto. Il bimbo non sente e questo lo porta ad avere paura di ciò che non conosce. L'ansia si trasforma in autolesionismo. «Ma fino ad un anno fa non era così», dice S.D.I., la madre del bambino. «Grazie all'aiuto degli operatori della Lega del Filo d'oro mio figlio era riuscito persino a comunicare a gesti. A scuola era seguito ed era sereno. Quest'anno purtroppo le cose stanno nuovamente peggiorando», dice la mamma di F.M. Il bambino è nato nel 2003 al San Pio mentre la donna era in coma. Un parto miracoloso. Il piccolo ha avuto da subito però bisogno di aiuto. Ora frequenta la quarta elementare nel plesso dell'Incoronata. «A scuola gli vogliono tutti bene, le insegnanti sono dolcissime, ma le ore di sostegno sono state drasticamente ridotte». S.D.I. preoccupata per il repentino peggioramento del figlio ha deciso di lanciare attraverso le pagine de Il Centro un appello al Comune. «So che sia l'assessore ai Servizi sociali, Anna Suriani che il dirigente Enzo Marcello sono persone sensibili. Sono certa che comprenderanno il dramma di mio figlio. Il dirigente comunale del resto lo conosce. La mia è un accorata richiesta d'aiuto. Mio figlio se non ha una assistenza adeguata può farsi molto male. Lo dicono i medici. Attualmente le ore in cui viene assistito sono davvero troppo poche (6 anziché 15). Il mio bambino è in aula dalle 8,15 alle 12,15. Ha diritto a seguire le lezioni. Ha bisogno però di qualcuno accanto. In caso contrario viene assalito dall'ansia e sfoga il suo disagio facendosi del male. Perché una creatura già così sfortunata deve soffrire ancora?», chiede la donna. «La crisi non può essere un motivo per sospendere attenzioni e cure. Mi appello al buon cuore dell'assessore e del responsabile di settore».

Questo l'appello di una madre che noi rigiriamo a chi di dovere. Come lei purtroppo molti altri genitori in questo periodo stanno vivendo situazioni drammatiche e di grande disagio. Il rigore imposto dal governo sta avendo effetti drammatici. Oltre all'assistenza è a rischio anche il lavoro degli operatori di istituti e case di cura. La speranza di S.D.I. è che si riesca comunque a trovare una soluzione.(p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA