Sotto i tralicci scoppia la protesta dei neon
Riuscito l’esperimento del Comitato contro l’elettrodotto della Terna: ecco perché l’opera va fermata
CASACANDITELLA. Vanno sotto un elettrodotto muniti di neon, che si accendono con la sola energia elettromagnetica sprigionata dai cavi dell'alta tensione. E' così riuscito, sabato scorso, l'esperimento sull'"effetto Tesla" messo in scena dagli attivisti del comitato spontaneo contro l'elettrodotto Villanova-Gissi. Le immagini con i tubi che illuminano il tramonto di Villanova hanno già fatto il giro del web con decine di migliaia di "mi piace" e una sequenza di condivisioni che cresce di ora in ora. L'esperimento davanti agli occhi di diversi testimoni ha rafforzato la posizione del comitato che si oppone agli espropri che Terna rete Italia spa deve compiere lungo il tracciato per innalzare i megapali alti fino a 75 metri che reggeranno cavi da 380mila volt. «Per gli attivisti è bastato andare la sera del 6 dicembre a Cepagatti sotto l'elettrodotto esistente», spiega il comitato in una nota, «e si sono accesi spontaneamente sotto i cavi 20 neon di lunghezza compresa tra i 60 centimetri e i 2 metri. Come si fa a vivere o lavorare tranquilli sotto un elettrodotto che accende 20 neon?». Composto in maggioranza da proprietari di terreni del Chietino, il movimento spontaneo no- elettrodotto non ha dubbi sul significato di quanto è avvenuto a Villanova. «Le clamorose immagini che hanno meravigliato e in qualche caso scioccato molti», spiegano, «fanno comprendere a tutti le evidenti ragioni delle legittimità delle preoccupazioni delle popolazioni interessate. Attualmente sono oltre venti i cittadini che si stanno opponendo all'occupazione d'urgenza dei terreni in vari comuni del Pescarese e del Chietino. Alcuni Comuni», si legge nella nota del comitato, «si erano già schierati contro l'opera e, ora, finalmente altri Comuni stanno tornando indietro. Lanciano, Castelfrentano e Paglieta non hanno mai stipulato, Orsogna e Casalincontrada hanno sospeso il patto con Terna e Cascanditella ha addirittura revocato l'intesa». La giunta del sindaco Giuseppe D'Angelo ha infatti annullato il 26 novembre la delibera che nel novembre del 2011 ratificava l'intesa con Terna e Abruzzo Energia, con una contropartita di oltre 200mila euro per il Comune. Atto revocato per l'incompatibilità di un assessore. Difetto formale al quale si aggiungono però ragioni come la preoccupazione per gli effetti dell'elettrosmog sulla salute e l'ambiente e la svalutazione di terreni e immobili entro i 500 metri dal tracciato.(f.b.)

