Sotto sequestro 3.400 mascherine
Blitz dei Nas in una parafarmacia: due denunce per le certificazioni falsificate
CHIETI. I carabinieri del Nas di Pescara hanno sequestrato 3.400 mascherine con certificazioni false in una parafarmacia di Chieti: i due titolari dell’attività sono stati denunciati alla procura. Durante un’ispezione nell’ambito dei controlli per l’emergenza coronavirus, i militari del tenente colonnello Domenico Candelli hanno scoperto nell’esercizio commerciale la vendita di mascherine facciali classificate come dispositivi di protezione individuale ma che, a un esame più attento, hanno destato dubbi sull’effettiva qualità della merce. I successivi accertamenti, come spiegano gli stessi carabinieri, «hanno confermato la non conformità delle mascherine ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall’attuale normativa». Le mascherine importate dalla Cina, oltre a non presentare la marcatura CE, avevano infatti una falsa certificazione di conformità rilasciata da un ente con sede in provincia di Mantova. Per la merce contraffatta sono scattati i sigilli: adesso i proprietari della parafarmacia rischiano di finire sotto processo. Ma le indagini degli uomini dell’Arma non si fermano: gli accertamenti sono finalizzati a individuare gli importatori.
Già nelle scorse settimane i carabinieri del Nas avevano sequestrato a Chieti e provincia 4.200 mascherine “fuorilegge”. Il carico più consistente era stato bloccato in un’altra parafarmacia del capoluogo teatino. (g.let.)
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