Sottoposta a 4 operazioni con un unico intervento

4 Aprile 2015

Due chirurghi e due gastroenterologi salvano una 60enne con dolori al ventre «Il quadro generale non era semplice. Lavoro di squadra non indifferente»

VASTO. Quattro interventi su una paziente nella stessa seduta operatoria in laparoscopia ed endoscopia. Sta bene ed entro qualche giorno potrà tornare a casa, senza vistose cicatrici, una donna di 60 anni di Vasto operata dalle équipe di Chirurgia e di Gastroenterologia dirette rispettivamente da Carmine Lanci e da Antonio Spadaccini. In sala operatoria hanno lavorato in team, per circa quattro ore, i dottori Antonio D’Attilio e Loredana Manso (Uoc Chirurgia) con Antonio Spadaccini e Michele Silla (Uoc Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva) supportati dal personale di sala, anestesisti, infermieri di Endoscopia e personale della Chirurgia.

LA STORIA. La signora accusa dolori addominali persistenti ed effettua dei controlli al San Pio per capirne la natura. I primari delle due unità operative la sottopongono a numerosi accertamenti. Referti alla mano, studiano il caso con i loro team e decidono quali procedure adottare. Prospettano la possibilità di un intervento multiplo non invasivo con un decorso piuttosto veloce. Accetta e viene programmato.

LA SEDUTA OPERATORIA. Non nuovi a procedure combinate complesse in sala, per la prima volta i due chirurghi e i due gastroenterologi eseguono una quadruplice operazione chirurgica. «Durante gli accertamenti pre-operatori erano state evidenziate una calcolosi della colecisti, una stenosi della Papilla del Vater ovvero un restringimento del dotto che porta la bile nel duodeno, un’ernia ombelicale ed una cisti ovarica. Il quadro generale non era dei più semplici», spiegano i quattro medici che hanno eseguito con successo l’intervento multiplo. «Sicuramente è stata una seduta laparoscopica ed endoscopica impegnativa e di non comune attuazione che ha richiesto una fase preparatoria accurata e soprattutto un lavoro di squadra non indifferente», aggiungono. Tra l’altro, nella Asl provinciale la tecnica che abbina laparoscopia ed endoscopia per papillosfinterotomia endoscopica retrograda, viene effettuata solo al San Pio dove la procedura combinata tra chirurghi ed endoscopisti per il trattamento delle patologie delle vie biliari è una prassi consolidata. L’équipe chirurgica ha eseguito con approccio laparoscopico la colecistectomia e l’asportazione della cisti ovarica con plastica dell’ernia ombelicale, mentre della Ercp e papillosfinterotomia endoscopica cioè le procedure per il trattamento delle patologie della via biliare, si è occupata la Gastro.

IL DECORSO POST OPERATORIO. Le condizioni della paziente sono buone anche se non è stata ancora dimessa. «Ha subito comunque quattro interventi, nonostante le procedure utilizzate non siano invasive», sottolineano i medici. La donna si è già alzata, ha ripreso ad alimentarsi seppur in maniera graduale e leggera. Molto importante, nella fase successiva alla multi-operazione è stata l’intesa interdisciplinare nella gestione del caso. «La paziente non è riuscita a nascondere la meraviglia per il decorso e per l’intervento quadruplice», aggiungono. Anche dal punto di vista estetico, non resteranno cicatrici evidenti, dal momento che sono state effettuate solo delle piccole incisioni che hanno richiesto un paio di punti di sutura ciascuna.

Simona Andreassi

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