Sovrintendenza, la riforma non piace

La competenza di Chieti non è più regionale ma riguarderà solo mezzo Abruzzo. Il sindacato protesta: drastica riduzione
CHIETI. La nuova organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali voluta da Dario Franceschini toglie a Chieti la sede regionale della Sovrintendenza archeologia e belle arti. E se L’Aquila giustamente festeggia per aver ottenuto la sede della Sovrintendenza che si occuperà delle due province aquilana e teramana, Chieti, che avrebbe dovuto essere sede unica dell’organismo ministeriale, resta con la sola competenza per le due province teatina e pescarese. Dei circa 150 dipendenti che attualmente fanno capo a Chieti, un centinaio, al netto dei pensionamenti, farà capo all’Aquila. E tutto questo nel silenzio generale dei rappresentanti politici del territorio, che sembrano essersi uniti alla festa generale per le nuove assegnazioni. All’attivismo della parlamentare Stefania Pezzopane per far sì che L’Aquila ottenesse la sede non ha fatto da contraltare, infatti, la voce dei parlamentari del territorio. E se la sovrintendente regionale Rosaria Mencarelli non commenta, qualche voce si leva, invece, all’interno dei rappresentanti sindacali di settore. Giuseppe La Spada, segretario provinciale Uilpa Mibact, ricorda come L’Aquila abbia ottenuto la sede della Sovrintendenza per i comuni del cratere sismico dopo il terremoto del 2009. Sede che avrebbe dovuto essere chiusa alla fine di quest’anno e che invece è stata confermata, togliendo, di fatto, a Chieti la sede della Sovrintendenza d’Abruzzo. E c’è di più. Perché la riorganizzazione ministeriale sembra aver dimenticato anche Pescara e Teramo andando incontro solo alle richieste aquilane. «Senza spirito campanilistico», premette La Spada, «constato che la riforma ministeriale presentata da Franceschini attribuisce all’Aquila ben quattro sedi dirigenziali del Mibact: la Direzione regionale musei, il Segretariato regionale, la Direzione Museo Nazionale MUnDA, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio L’Aquila-Teramo; oltre alla sezione staccata del Maxxi di Roma. Agli altri tre capoluoghi di provincia», continua il sindacalista, «spetta un solo ufficio dirigenziale: la Sovrintendenza archeologia belle arti e paesaggio Chieti-Pescara nel capoluogo teatino. Per Chieti ci sarà una drastica riduzione dei comuni di competenza. Il personale Mibact», conclude La Spada, «che oggi opera nelle sedi di Sulmona, Avezzano, Tagliacozzo e L’Aquila farà capo alla nuova Soprintendenza dell’Aquila».
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