Spacca la mandibola al cameriere: locali vietati a un 17enne violento

«Hai guardato la mia compagna», e colpisce un dipendente del bar con un pugno in pieno volto Per due anni dovrà restare lontano dai luoghi del divertimento. La vittima sottoposta a un’operazione
CHIETI. Ha spaccato la mandibola a un cameriere, «colpevole» di aver guardato la sua fidanzata. Un ragazzo di 17 anni, finito sotto inchiesta per lesioni personali, non potrà più mettere piede nei locali di San Giovanni Teatino, dove si è consumata l’assurda aggressione per motivi di gelosia. Tanto per essere chiari: niente colazione al bar, pranzo al ristorante, birra al pub o serata in discoteca. Il questore di Chieti Aurelio Montaruli ha firmato nei confronti del giovane il Daspo “Willy” per la durata di due anni.
L’AGGRESSIONE
L’episodio è avvenuto a fine agosto, in pieno giorno. Il minorenne si trovava in compagnia della fidanzata quando, a suo dire, un dipendente del bar si è soffermato troppo con lo sguardo sulla ragazza, mandandolo inspiegabilmente su tutte le furie. Fatto sta che il diciassettenne ha colpito il cameriere con un violentissimo pugno al volto, al punto tale da spedirlo in ospedale. L’aggredito è stato poi sottoposto a un’operazione per ridurre gli effetti della frattura scomposta della mandibola. Le indagini sul pestaggio sono state portate avanti dai poliziotti della volante e della squadra mobile, che hanno raccolto testimonianze e acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza del bar.
SCATTA IL DASPO
Il provvedimento è stato emesso anche su proposta dei carabinieri della stazione di Sambuceto. Infatti, già in passato, nonostante la giovanissima età, il ragazzo era stato denunciato per reati sia contro la persona che contro il patrimonio. Secondo il questore, dunque, il diciassettenne ha mostrato pericolosità sociale, mettendo a rischio la sicurezza pubblica e l’incolumità dei cittadini. Di conseguenza, al termine dell’istruttoria della Divisione polizia anticrimine, è scattata la misura di prevenzione, il Daspo “Willy”, chiamato così in memoria del giovane cuoco di origine capoverdiana ammazzato a calci e pugni a Colleferro (Roma) il 6 settembre 2020. Nei luoghi vietati al minorenne violento ci sono tutti gli esercizi pubblici e i locali di pubblico intrattenimento, dai quali dovrà rimanere lontano a qualsiasi ora del giorno e della notte. E c’è poco da scherzare: la violazione del provvedimento è punita con la reclusione da sei mesi a due anni e con una multa da 8.000 a 20.000 euro.
IL RICORSO
Il difensore del diciassettenne, l’avvocato Stefano Sassano, impugnerà il provvedimento: il ricorso va presentato entro trenta giorni al prefetto oppure entro sessanta giorni al Tribunale amministrativo regionale (Tar).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

