Spacciano alla villa comunale, due arresti

2 Febbraio 2019

Giovani beccati dalla polizia con la droga nascosta dentro la sorpresa degli ovetti di cioccolata

CHIETI. Spacciavano nel cuore della villa comunale: uno custodiva la droga nella sorpresa dell’ovetto di cioccolato, l’altro nascondeva le dosi nelle parti intime. Ma non è bastato per farla franca: Simone Scampoli, 23 anni, e Umberto Cavallucci (19) sono stati arrestati. Il blitz della squadra mobile, con l’ausilio della polizia locale, è scattato giovedì pomeriggio nell’ambito dei servizi disposti dal questore Ruggiero Borzacchiello nelle zone ritenute maggiormente a rischio per la diffusione della droga, soprattutto tra gli adolescenti. Così, davanti al museo archeologico nazionale, i poliziotti hanno controllato alcuni giovani. Uno di questi, Simone Scampoli, alla vista del cane antidroga Ketty, ha buttato a terra un contenitore giallo di plastica, per intenderci quelli degli ovetti di cioccolato. Dentro, però, non c’erano sorprese ma circa 8 grammi di marijuana e hashish, già suddivisi in 11 dosi. Per il giovane è scattata la perquisizione nella sua casa di Ripa Teatina. Gli uomini della quarta sezione della squadra mobile, diretti dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, e della polizia municipale della comandante Donatella Di Giovanni hanno trovato nell’armadio della camera da letto altre 20 dosi di hashish e una di marijuana per un totale di quasi 11 grammi. Nel frattempo, sempre alla villa comunale, è stato fermato Umberto Cavallucci. Il giovane ha tirato fuori dalle mutande quasi 5 grammi di hashish. Anche in questo caso i poliziotti hanno raggiunto l’abitazione dello spacciatore, in centro storico. Sotto una credenza, in una scatola metallica blu con serratura di sicurezza, erano nascosti altri 84 grammi di hashish. Gli spacciatori sono stati messi ai domiciliari su disposizione del pm Marika Ponziani.
Scampoli era già finito in manette nell’aprile scorso: la polizia gli aveva sequestrato quasi mezzo chilo di marijuana custodito nel doppiofondo di un armadio. I soldi guadagnati con lo spaccio, invece, era contenuti nei giochi della Playstation. Gli investigatori avevano scoperto che Scampoli prendeva gli ordini dei suoi giovani clienti su Whatsapp. Anche Cavallucci non è nuovo ad episodi simili: per chi indaga, è diventato un punto di riferimento per lo spaccio nel salotto buono della città. Non a caso, già in passato, gli agenti della squadra mobile lo avevano denunciato, sequestrandogli anche un foglio con nomi e soprannomi degli acquirenti. Ieri mattina il giudice Andrea Di Berardino ha convalidato gli arresti e disposto l’obbligo di firma per i due giovani, difesi dall’avvocato Italo Colaneri, che sono dunque tornati liberi. Il pm d’aula Natascia Troiano aveva chiesto per entrambi la conferma dei domiciliari. (g.let.)