Spacciatore di coca estradato dalla Svizzera

Nel 2016 era sfuggito all’ordine di carcerazione della procura di Chieti: da ieri è tornato in Italia
CHIETI. Nel febbraio del 2016 era sfuggito all’ordine di carcerazione firmato dalla procura di Chieti. Ma da ieri mattina Piero Mascioli, 42 anni di Francavilla al Mare, è tornato in Italia: è stato estradato dalla Svizzera, dov’era detenuto per altri motivi.
Per ricostruire la vicenda nel dettaglio, bisogna tornare indietro al 2007. A inizio gennaio Mascioli viene arrestato per spaccio di cocaina dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti. Condannato dal tribunale teatino nello stesso anno, il suo caso arriva prima in appello e poi in Cassazione. Ma anche l’ultimo ricorso viene dichiarato inammissibile. Nel 2012, dunque, la condanna diventa definitiva e l’uomo finisce in cella. Due anni dopo, Mascioli lascia il carcere di Chieti perché scatta l’affidamento in prova ai servizi sociali. Ma la misura alternativa, a distanza di qualche mese, viene sospesa perché l’uomo non si è attenuto alle prescrizioni, come evidenziato dai carabinieri durante una serie di controlli. Così, il 15 maggio del 2015, per Mascioli si spalancano ancora le porte del carcere di Chieti. L’uomo resta in cella fino al febbraio del 2016 quando, a seguito di un nuovo affidamento in prova, viene scarcerato per recarsi in una struttura della provincia di Macerata. Ma, a distanza di pochi giorni, l’Ufficio di sorveglianza revoca la misura alternativa perché Mascioli non si è mai presentato nella comunità terapeutica e non ha dato alcuna notizia di sé. La procura di Chieti firma un nuovo ordine di carcerazione. Tuttavia, da quel momento, di Mascioli si perdono le tracce.
Arriviamo così a ieri mattina, quando si è conclusa la difficile e prolungata procedura portata avanti dalla procura di Chieti, guidata da Francesco Testa. A dare esecuzione al mandato di cattura, come da accordi bilaterali, è stata la polizia di Stato in collaborazione con l’Ufficio federale di giustizia della polizia svizzera presso il posto di frontiera Ponte Chiasso.
Nel 2015 Mascioli era finito nei guai per un’altra vicenda giudiziaria. C’era anche il suo nome, infatti, tra gli indagati di un’inchiesta antidroga dei carabinieri della compagnia di Chieti: dietro la vendita di mozzarelle di bufala, si nascondeva lo spaccio di cocaina, eroina e marijuana. Un giro d’affari quantificato dai militari dell’Arma in oltre 20mila euro al mese. (g.let.)
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