Spacciatore tradito dalla vita nel lusso

Disoccupato arrestato con 17 chili di droga nel cofano della super Bmw: carabinieri insospettiti da feste nei locali e abiti griffati
CHIETI. Disoccupato ma con una Bmw 535 da 3.200 di cilindrata, un appartamento trilocale preso in affitto a Montesilvano, pranzi e cene nei ristoranti e mai da solo, vestiti griffati. È stato incastrato da una vita nel lusso l’albanese arrestato dai carabinieri: nel bagagliaio della sua macchina, fermata sull’Adriatica davanti allo stadio di Valle Anzuca a Francavilla, i carabinieri di Chieti hanno trovato un borsone da viaggio imbottito con 17 chili di droga. Un carico da 150mila euro: 9 chili di marijuana contrassegnati da una lettera “K” e 8 di “superfumo” e cioè hascish speciale di qualità “almizia” con un principio attivo pari al triplo del normale. È la prima volta che in zona arriva una partita di hascish del genere: su ogni fettina da circa 100 grammi di “superfumo” c’è un’etichetta stampata con scritto “almizia”. È il segno di un’organizzazione che non lascia niente al caso. Quella droga, secondo gli investigatori, avrebbe invaso le piazze di Chieti, soprattutto allo Scalo per rifornire gli ambienti universitari, e i locali della movida di Pescara.
Da settimane i carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal maggiore Marcello D’Alesio, si erano messi sulle tracce dell’albanese, Elion Ndreu, 28 anni, incensurato: avevano notato che l’albanese senza lavoro frequentava anche persone con precedenti per spaccio di droga e, così, insospettiti da quel tenore di vita sproporzionato rispetto ai lavori precari, hanno deciso di tenerlo sotto controllo. Hanno documentato incontri e, poi, il possesso della macchina potente, pranzi e cene nei ristoranti, abiti alla moda sfoggiati anche con selfie su Facebook.
La perquisizione è scattata mercoledì pomeriggio, giorno di San Valentino, intorno alle 15: i carabinieri del Reparto operativo, diretti dal tenente colonnello Vittorio Bartemucci, hanno fermato la Bmw che procedeva da Francavilla verso Pescara all’altezza dello stadio e, quasi subito, l’albanese avrebbe iniziato a tremare. All’inizio ha detto di non trasportare droga, poi, però, è stato lui stesso a dire ai carabinieri di guardare nel portabagagli: nel cofano è stato trovato il carico di droga. Da questo momento, l’albanese non ha detto più niente fino all’arresto con l’accusa di detenzione d droga ai fini di spaccio.
I carabinieri hanno perquisito anche la sua abitazione a Montesilvano: nel tavolo della cucina hanno trovato 500 euro in pezzi da 50 e un pacchetto di sigarette con dentro altri 5 grammi di hascish.
Il sequestro della droga rappresenta solo l’inizio dell’attività investigativa: gli uomini di D’Alesio ipotizzano che la droga sia arrivata nel Chietino via mare secondo la rotta balcanica. Ma i carabinieri vogliono capire il ruolo dell’albanese: potrebbe essere solo un corriere. L’obiettivo, quindi, è delineare le posizioni, dai grossisti che riforniscono gli spacciatori fino ai pusher da strada. E su questo potrebbe essere utile il telefono dell’albanese finito sotto sequestro.
Ieri pomeriggio, Ndreu, assistito dall’avvocato Pasquale D’Incecco, è comparso davanti al gip Isabella Maria Allieri per l’udienza di convalida: l’albanese ha risposto alle domande del giudice e ha detto che quella droga non sarebbe stata la sua. Di più non ha voluto spiegare. Per questo, il gip ha convalidato l’arresto e confermato il carcere a Madonna del Freddo. Ora, la difesa potrebbe tentare la strada di un ricorso al tribunale del Riesame.
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