Spaccio, è caccia al grossista della cocaina

28 Agosto 2021

Ci potrebbe essere un legame fra i tre arresti eseguiti dalla polizia in pochi giorni: si cerca il fornitore

VASTO . Il presidente del Tribunale, Bruno Giangiacomo, ha respinto ieri la richiesta di sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari a Pescara presentata dai legali del ventenne di Vasto, arrestato la scorsa settimana per spaccio nella casa di famiglia in centro storico. Giangiacomo ha respinto la richiesta per «inidoneità» dell’abitazione indicata dagli avvocati dell’indagato. Giudizio formulato in base ad una relazione della questura di Pescara.
Il ragazzo è finito in manette dopo una indagine della polizia durata 5 mesi, indagate anche mamma e zia. Gli avvocati Raffaele Giacomucci, Isabella Mugoni e Luigi Marinelli, consapevoli che la detenzione domiciliare non potesse essere accordata nella casa in cui il giovane vive con la famiglia, hanno optato per Pescara, ma la richiesta non è stata ritenuta opportuna.
Subito dopo l’arresto del giovane, la polizia ha portato altre due distinte operazioni con l’arresto di altre due persone, un trentenne di Termoli e un quarantenne di Napoli domiciliato a Vasto. Entrambi erano sulla statale 16 con un carico importante di droga. Fra i due uomini finiti a Torre Sinello potrebbe esserci un unico filo conduttore: la droga, destinata alla riviera vastese, potrebbe provenire dallo stesso fornitore. I due, assistiti dagli avvocati Pino Sciarretta e Antonello Cerella, hanno ammesso le proprie responsabilità e per il momento restano in carcere. Di certo il loro arresto potrebbe aprire un nuovo filone di indagine. Il quarantenne napoletano, con un passato turbolento, è noto come commerciante ma in realtà pare che importasse partite di cocaina. Droga che attraverso una rete di referenti veniva distribuita nel Vastese. Al momento gli investigatori, diretti dal vice questore aggiunto Fabio Capaldo, stanno cercando di ricostruire tutti i movimenti dell’uomo. E non è escluso che fra il suo arresto e quello del trentenne di Termoli ci sia un legame. Una certezza c’è: il Vastese si conferma un crocevia dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il questore di Chieti Annino Gargano ha disposto controlli e servizi mirati per contrastare il fenomeno che in estate, complice il grande flusso turistico, diventa difficile da combattere. Già nei prossimi giorni l’operazione potrebbe portare a una nuova svolta. (p.c.)