Spaccio di droga, condannato a sette anni Vasto. Arriva la sentenza per un 45enne sorpreso con tre chili di stupefacenti nascosti in un terreno

VASTO. Sette anni di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti e lesioni alla convivente. È la pena inflitta dai giudici del tribunale di Vasto (presidente Bruno Giangiacomo, giudici a...
VASTO. Sette anni di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti e lesioni alla convivente. È la pena inflitta dai giudici del tribunale di Vasto (presidente Bruno Giangiacomo, giudici a latere, Rosanna Buri ed Elisa Ciabattoni) a D. S. , 45 anni di Vasto. La sentenza è stata emessa l’antivigilia di Natale. Sei anni e sei mesi sono stati inflitti per gli stupefacenti, 6 mesi per le lesioni alla convivente. L’uomo è stato assolto dal reato di maltrattamenti. La sentenza di condanna ha confermato le richieste del pubblico ministero Vincenzo Chirico.
A mettere nei guai l’uomo, un anno e mezzo fa, era stata una chiamata fatta ai carabinieri. Il 31 agosto del 2020, i militari erano intervenuti raggiungendo la casa in cui D.S. viveva con la compagna. Durante la perquisizione erano spuntati fuori tre chili di droga. Inevitabili per D.S., oltre alle accuse di maltrattamenti in famiglia, anche la contestazione della detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I controlli dei carabinieri erano stati estesi all’auto dell’uomo, a una rimessa e a un terreno incolto. Nascosti fra i rovi all’interno di un bidone nero, i carabinieri avevano trovato grossi involucri da mezzo chilo ciascuno contenenti marijuana. Saliti sul tetto gli investigatori si erano accorti che il comignolo era coperto da un pesante mattone. Nel rimuoverlo, i militari avevano trovato due grosse buste piene di sacchetti termo sigillati contenenti in totale un altro chilo di marijuana. D.S. era stato accompagnato in caserma. Il giorno successivo, nascosta fra le sterpaglie, era stata trovata una scatola metallica con altri 70 grammi di marijuana, 150 grammi di hascisc e 50 grammi di cocaina, oltre al materiale di confezionamento e a un bilancino di precisione.
Nel frattempo i carabinieri hanno proseguito le indagini anche per i maltrattamenti in famiglia: in questo caso tuttavia, la compagna ha ritirato diverse accuse. In aula la difesa è riuscita a dimostrare che l’accusa di maltrattamenti non era supportata da elementi comprovanti il reato. Per questo motivo, il collegio di giudici vastesi ha condannato l'imputato solo per il reato di lesioni. D.S. sta scontando la pena ai domiciliari. I difensori probabilmente presenteranno ricorso in appello. (p.c.)

