Spaccio di eroina e cocaina, 12 condanne

14 Ottobre 2020

Tre famiglie rom sotto accusa per affari da 40mila euro al mese: pene di 10 anni per mamma e figlio a capo dell’organizzazione

VASTO . In totale sono 72 anni e dieci mesi di reclusione. Pioggia di condanne agli imputati coinvolti nell’operazione antidroga "Drugstore". Questa la decisione del giudice Anna Rosa Capuozzo dopo sei ore di camera di consiglio: 10 anni di reclusione per Vincenzo Bevilacqua, stessa pena per Adelaide Spinelli; tre anni di reclusione per Gianni Monachetti; due anni per Sante De Rosa; 5 anni e sei mesi di reclusione ad Alfredo Cerelli, stessa pena per Clorinda Bevilacqua. Sette anni a Clorinda Samanta Di Rocco, sei anni e dieci mesi per Antonio Di Rocco, sette anni e sei mesi per Giuseppe Di Rocco, cinque anni e sei mesi per Elisa Spinelli. Cesidio Di Rocco è stato condannato a 5 anni, come Rocco Di Rocco. Per tutti l'interdizione dai pubblici uffici e pesanti ammende pecuniarie. La sentenza non si è discostata di molto dalle richieste del pm, Michele Pecoraro.
Il gruppo era stato arrestato il 14 agosto 2018 al termine di lunghe indagini condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Gabriella De Lucia. I condannati avevano fatto delle residenze di Via Istonia e via Luci a Vasto e via Pertini a San Salvo degli empori dove si rifornivano quotidianamente centinaia di tossicodipendenti per un giro d’affari di 40mila euro al mese.
Le indagini partirono da due vicende: la rapina alle Poste di Monteodorisio del 7 maggio 2017 e l’arresto di un corriere della droga arrivato a Vasto in treno da Pescara il 22 giugno 2017 con 530 grammi di eroina. Indagando sui rapinatori e sullo spacciatore la Procura scoprì l’attività di tre famiglie rom.
La delicata indagine ha impegnato in prima persona il maggiore dei carabinieri Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto, il comandante del nucleo investigativo del comando provinciale Marcello D’Alesio e la pm De Lucia. L’aumento del consumo di droga e dei furti nel Vastese legati all’attività di spaccio, confermata più volte dal Comitato per la sicurezza pubblica, impegna da anni le forze dell’ordine e la magistratura.
Tornado all’operazione Drugstore, nella primavera 2017 i carabinieri individuarono alcune abitazioni dove i tossicodipendenti si rifornivano senza nemmeno prenotare. La droga era sempre a disposizione. Più di 100 gli assuntori identificati. Gli investigatori sono arrivati a calcolare fino a 20 cessioni di droga in mezzora. Da qui il blitz del Ferragosto 2018. Nel corso dell’operazione vennero sequestrati 600 grammi di eroina e 30 di cocaina, 11mila euro in contanti, bilancini e una pistola scacciacani priva del tappo rosso. Ieri il giudice ha confermato il sequestro della droga e la sua distruzione. Imputati difesi dai legali Raffaele Giacomucci, Isabella Mugoni, Antonello Cerella e Giuseppe La Rana.