Spaccio di eroina, maxi condanne

15 Gennaio 2019

Operazione “Pony Express”: 7 anni a La Forgia, 5 a Coccia. Sequestrate mille dosi

LANCIANO. Prime condanne per due pony express della droga, i corrieri che consegnavano eroina e cocaina a domicilio nel frentano arrestati a giugno dai carabinieri della compagnia di Lanciano, guidati dal capitano Vincenzo Orlando. Con l’operazione “Pony express” i militari oltre ad arrestare 5 presunti corrieri, tra cui Vincenzo La Forgia, 50 anni, di Lanciano, e Nicola Coccia, 43 anni, di San Vito Chietino, condannati ieri, hanno anche segnalato 100 assuntori di droga, sequestrato mille dosi e 11mila euro provenienti dalle attività illecite. Ieri il giudice Marina Valente ha condannato per detenzione e concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, con rito abbreviato, La Forgia a 7 anni e sei mesi di reclusione, mentre Coccia a 5 anni e 6 mesi di carcere. Pene superiori alle richieste del sostituto procuratore Francesco Carusi che aveva chiesto 6 anni e mezzo per La Forgia e 6 per Coccia. Sentenza con cui il giudice ha riconosciuto ai due il ruolo di spacciatori, di pony express, ma che sarà appellata dai legali come conferma l’avvocato di La Forgia, Vincenzo Menicucci. Sentenza eccessiva, per il legale, che non tiene conto del fatto che si contestano al suo assistito cessioni per un totale di 17 grammi di eroina e cocaina in 20 giorni, nemmeno sequestrati. L’accusa contesta a La Forgia una quarantina di cessioni di droga, soprattutto eroina e cocaina, nella zona di Lanciano. A Coccia, invece, 39 cessioni di cocaina, marijuana e hashish soprattutto sulla costa, con consegne a San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni e Mozzagrogna. I due avrebbero fatto le consegne di droga dopo telefonate criptiche e velocissime. Bastava dire «Dammi un ventino» e ti portavano 0,5 grammi di eroina. «Mi offri da bere?» e arrivava la cocaina. L’eroina era la più richiesta, seguita dalla cocaina. Consegne a domicilio persino a Natale. Le indagini erano partite a fine ottobre 2018 con la denuncia di una delle arrestate (Maurizia Lanci, che con Federico Di Sotto e Franco Montebello, non hanno chiesto l’abbreviato come La Forgia e Coccia, ma attendono che il tribunale si pronunci su una eccezione sollevata dai rispettivi legali per usufruire della messa alla prova) perché la porta d’ingresso della sua casa era stata crivellata da quattro colpi di pistola calibro 22. Un atto intimidatorio per i carabinieri, che hanno iniziato pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, che hanno fatto emergere una fitta rete di micro spaccio che coinvolgeva Lanciano e la costa. La Forgia e Coccia sono ai domiciliari.
Teresa Di Rocco
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