Spaccio, in 13 restano in carcere

11 Settembre 2018

Il Riesame respinge le istanze delle difese: altre indagini in corso

VASTO. Restano in carcere 13 dei 14 arrestati il 16 agosto scorso a Vasto e San Salvo per spaccio di droga. I giudici del tribunale del riesame hanno respinto la richiesta di revoca della custodia cautelare presentata dagli avvocati Raffaele Giacomucci e Giovanni Cerella, difensori dei componenti i tre nuclei familiari di origine rom che secondo le accuse si erano alleati per ottenere il monopolio dello spaccio nelle piazze del Vastese. Solo una rom ha ottenuto i domiciliari per accudire il bimbo piccolo. Proprio perché lo spaccio, secondo la procura di Vasto, sarebbe avvenuto a domicilio (non a caso l’operazione è stata denominata Drugstore), il Riesame ha escluso i domiciliari per gli arrestati. Essendo l’indagine ancora aperta, il ritorno in libertà dei protagonisti avrebbe potuto comprometterla.
Le indagini sull’operazione iniziarono nella primavera del 2017, quando personale del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Vasto e della stazione dei carabinieri di San Salvo, individuarono alcune abitazioni ritenute punti nevralgici per l’approvvigionamento di partite di stupefacenti di varie tipologie. Le abitazioni dislocate a Vasto e San Salvo, appartengono ai ceppi rom dei Bevilacqua, Di Rocco e De Rosa. Più di cento gli assuntori di eroina e cocaina identificati. La stima sul volume di traffico di stupefacenti si aggira sui 40mila euro mensili. Diverse le riprese video e le intercettazioni telefoniche acquisite grazie ai carabinieri, dal sostituto procuratore Gabriella De Lucia. Nel corso delle operazioni e delle perquisizioni al momento del blitz sono stati sequestrati anche 600 grammi di eroina, parte dei quali suddivisi in 26 dosi preconfezionate; 30 grammi di cocaina; 11mila euro in contanti; bilancini di precisione ed altro materiale utile al confezionamento; una pistola scacciacani priva del tappo rosso. (p.c.)
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