Spaccio, inflitte pene complessive per 16 anni

Operazione “Lost Signal”: quattro condanne con il rito abbreviato e multe fino a 18mila euro
LANCIANO. Quattro condanne per quasi 16 anni di reclusione complessivi e multe fino a 18.000 euro per la prima parte del processo nato dall’operazione antidroga Lost Signal (Segnale perduto) che lo scorso anno, tra aprile e settembre, portò i carabinieri della compagnia di Lanciano guidati dal capitano Vincenzo Orlando, a sgominare una rete di spaccio che andava da Lanciano fino alla costa e ad arrestare sei persone, segnalare 30 assuntori di droga oltre che a recuperare quasi un chilo di sostanze, tra cocaina e hashish e 32.500 euro in contanti.
Sono stati condannati con rito abbreviato, per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, in particolare cocaina e hashish, dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi a 4 anni e 10 mesi di reclusione Roberto Polidori, 64 anni, difeso dall’avvocato Massimiliano Sichetti; a 4 anni e due mesi di carcere la compagna Carolina Barlafante, 63 anni, rappresentata dall’avvocato Marta Di Nenno; 3 anni e 4 mesi per Luca Antonio Polidori, 26 anni, figlio di Roberto, difeso dall’avvocato Luca Scaricaciottoli, e 3 anni e 4mesi anche per Maurizio Petrillo, 50 anni, rappresentato dai legali Lucia Di Battista e Gaetano Pedullà. Per tutti anche multe fino ai 18.000 euro. Per l’accusa, sostenuta in aula dal sostituto procuratore Serena Rossi - che ha chiesto pene tra 4 e 6 anni di reclusione - Roberto Polidori sarebbe stato a capo dell’attività di spaccio che coinvolgeva a vario titolo anche il resto della sua famiglia. Lui, assieme a Barlafante avrebbe detenuto la droga per il mercato locale; in particolare si parla di 314.06 grammi di cocaina e 99 di hashish trovati dai carabinieri tra Lanciano e Treglio (in una casa di riposo) tra gennaio e il 16 aprile 2019. Contestate a Roberto Polidori anche diverse cessioni di droga, anche un panetto di hashish che avrebbe portato a confezionare 182 dosi di droga. Antonio Luca Polidori e Petrillo avrebbero ceduto la droga tra Lanciano, Mozzagrogna, Fossacesia, Rocca San Giovanni e San Vito: si trattava quasi sempre di modeste quantità, per lo più di cocaina, pagate dai 30 ai 70 euro. I difensori preannunciano il ricorso in appello sostenendo, ad esempio, per la Barlafante l’estraneità dai fatti contestati, mentre per Petrillo la lieve entità. Ma “Lost Signal”, nome dato all’operazione per il gps perduto durante le indagini dall’auto della Barlafante in seguito a un tamponamento, ha un secondo troncone: sono infatti di fronte al giudice Andrea Belli per il processo ordinario Anthony Bevilacqua, 27 anni, di San Vito Chietino; Fiorella Scaglione, 44 anni; Luigi Artemisio, 63 anni, accusati a vario titolo sempre di spaccio o detenzione di droga e William Scaglione, 43 anni, di Lanciano che risponde invece di favoreggiamento reale, in quanto avrebbe custodito la somma di 32.500 euro, provento dell’attività illecita nel suo esercizio commerciale; soldi trovati e sequestrati poi dai carabinieri. (t.d.r.)
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