Spaccio, scattano due condanne
Inflitti 4 anni a un 39enne trovato con la cocaina. Assolto un agente penitenziario
CHIETI. Nascondeva nella manica di una felpa sei involucri con un etto e mezzo di cocaina. Gabrino Torello, 39 anni di Bucchianico, incensurato, è stato condannato a 4 anni di reclusione con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La sentenza del giudice Luca De Ninis è arrivata con il rito abbreviato: significa che l’imputato ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena. I fatti risalgono allo scorso 4 febbraio. Quella sera, nella zona del bocciodromo di Sambuceto, l’uomo è stato visto aggirarsi con «fare sospetto», come se stesse attendendo qualcuno. All’improvviso, però, è salito a bordo di un’auto e si è allontanato a grande velocità. A quel punto i carabinieri del nucleo investigativo di Chieti hanno deciso di fermarlo: dalla perquisizione della macchina è spuntata la droga, circa 150 grammi, custodita all’interno di una maglia lasciata sul sedile passeggero.
L’ALTRA CONDANNA Il giudice De Ninis ha inflitto dieci mesi di reclusione, sempre con l’abbreviato, a Umberto Di Rocco, pescarese di 32 anni, difeso dall’avvocato Pasquale Provenzano. L’imputato, fermato dalla polizia a Brecciarola, trasportava con lo scooter circa 150 grammi di marijuana, mentre a casa aveva 45mila euro in contanti: le banconote erano nascoste sotto il materasso, tra le stoviglie e dentro un mobile. Nell’appartamento di Manoppello i poliziotti hanno trovato anche altro materiale utile all’indagine. In una cassettiera della camera da letto, tra i vestiti, erano custoditi una scatola di metallo che conteneva riso e residui di cocaina, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per confezionare le dosi: un coltello con tracce di polvere bianca, buste in cellophane e un rotolo di nastro adesivo. Dopo la condanna, il giudice ha disposto che la procura apra un’indagine nei confronti di Di Rocco per spaccio di cocaina.
L’ASSOLUZIONE Un uomo di 33 anni, difeso dall’avvocato Roberto Di Loreto, all’epoca dei fatti agente di polizia penitenziaria, è stato assolto dal tribunale di Chieti (presidente Guido Campli, giudici a latere Maurizio Sacco e Chiara Di Gerio) dall’accusa di spaccio di cocaina all’interno del carcere. (g.let.)

