Spara al cane del vicino Pena di un anno e 8 mesi

15 Febbraio 2019

Patteggia davanti al giudice 58enne di Bucchianico, scatta anche la multa  Contestato il possesso di arma clandestina: modificato fucile ad aria compressa

CHIETI. È scattata la pena di un anno e 8 mesi di carcere per un uomo di Bucchianico che ha sparato un colpo di fucile ad aria compressa al cane di un vicino di casa, ferendolo a una zampa. Piero Di Nardo, 58 anni, finito sotto accusa per maltrattamento di animali e detenzione e porto di arma clandestina, ha deciso di patteggiare davanti al gup del tribunale di Chieti Luca De Ninis.
L’episodio è avvenuto lo scorso 25 giugno. Ad allertare i carabinieri è stato il proprietario del cane. «In mattinata», ha denunciato l’uomo davanti ai militari dell’Arma, «mi trovavo nel piccolo orto vicino alla mia abitazione. All’improvviso ho avvertito un colpo di fucile. Subito dopo un cane ha iniziato ad abbaiare. Considerando che già in passato avevo sentito degli spari, mi sono alzato di scatto e ho visto il mio vicino di casa Piero Di Nardo con un fucile in mano. Non immaginavo che ci fosse capitato il mio cane, ma in realtà immediatamente si avvicinava il mio pinscher, che abbaiava e sanguinava a una zampa». Sono stati minuti di grande tensione: «Ho cercato di richiamare Di Nardo», ha proseguito il denunciante, «ma quest’ultimo è rientrato con il fucile nella sua proprietà. Siccome con lui non sono in buoni rapporti, ho evitato di avvicinarmi oltre per non fare degenerare la situazione». A quel punto è partita la chiamata al 112, mentre la moglie dell’uomo ha portato il cane dal veterinario. I carabinieri di Bucchianico, al comando del luogotenente Pietro Mangiapia, sono arrivati sul posto e hanno sequestrato il fucile, oltre ad aver raccolto le testimonianze dei presenti.
La posizione del 58enne è ulteriormente peggiorata dopo gli accertamenti disposti dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. L’indagato, infatti, è finito nei guai anche per aver detenuto in casa e portato in un luogo pubblico il fucile che, «costruito per la libera vendita e detenzione», era stato «alterato nella capacità offensiva aumentando la potenza di eiezione del proiettile», senza che l’arma fosse sottoposta alla verifica del Banco nazionale di prova, come prevede la legge. Quel fucile modificato, dunque, va catalogato - secondo la procura - come «arma clandestina».
Ieri mattina Piero Di Nardo ha deciso di chiudere la vicenda giudiziaria con un patteggiamento: oltre alla pena di un anno e 8 mesi di reclusione, per lui è scattata anche una multa di 1.600 euro. Il proprietario del cane, difeso dall’avvocato Monica D’Amico, è stato risarcito da Di Nardo e ha rinunciato a costituirsi parte civile. Sul registro degli indagati, per la sola detenzione del fucile ad aria compressa modificato, è finito anche Manuel Camillo Di Nardo, 33 anni, il figlio di Piero: il giudice De Ninis lo ha rinviato a giudizio fissando la prima udienza per il 18 luglio.
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