Sparatoria al bar, in 4 sotto accusa
Svolta nell’inchiesta per il regolamento di conti di San Salvo
SAN SALVO. Arriva davanti al giudice il caso della sparatoria avvenuta a San Salvo, il 14 aprile del 2015, all’interno del bar Evelin. I quattro presunti protagonisti di quella drammatica vicenda compariranno giovedì davanti al gup Anna Rosa Capuozzo. Qualcuno ha scelto il rito abbreviato, qualcun altro l’ordinario.
La sparatoria fu l'epilogo di contrasti fra connazionali. Tafili Clerim, 51 anni di origina albanese, insieme a Luizim Bimi, 38 anni, anche lui albanese, sono accusati di aver raggiunto il bar Evelin indossando giubbotti anti proiettili e impugnando una pistola calibro 9: avrebbero esploso diversi colpi ad altezza uomo contro il connazionale Fasil Faslia, 37 anni, continuando a sparare quando quest’ultimo era già a terra. Anche Faslia, sparò dei colpi. Un quarto albanese, Elvin Tafili, 41 anni, è accusato solo di porto abusivo d'arma da fuoco. Faslia, assistito dagli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone, ha scelto il rito abbreviato. Bimi, difeso dall’avvocato Alessandro Orlando, patteggerà la pena per l'accusa di porto abusivo d’arma da fuoco e verrà giudicato con rito abbreviato per il tentato omicidio. Tafili Clerim, assistito dagli avvocati Giovanni Di Santo e Alessandro Troilo, patteggerà per il porto abusivo di arma e sarà giudicato con rito ordinario per il tentato omicidio. Il fratello Elvin, difeso dall’avvocato Marisa Berarducci, deve rispondere solo del porto abusivo di armi e ha scelto il rito ordinario. Ad occuparsi degli accertamenti sono stati i carabinieri del Ris di Roma. Faslia è la figura chiave: secondo i suoi difensori, venne colpito per primo e, cadendo, fece partire accidentalmente altri colpi. Ben diversa la versione dei rivali. La traiettoria dei proiettili è stata ridisegnata durante un incidente probatorio. (p.c.)

