Sparatoria al bar: oltre 12 i colpi

28 Maggio 2015

Per i Ris altra mattinata di rilievi alla presenza del pm Medori

SAN SALVO. Non tre e neppure cinque. Sicuramente più di una dozzina. La sera del 14 aprile davanti al bar Evelin ci fu un vero e proprio conflitto a fuoco. I colpi non partirono solo da una direzione, ma si incrociarono. Qualche proiettile partì anche dalla pistola di Fasli Faslia. «Accidentalmente», insistono i difensori dell’uomo, gli avvocati Fiorenzo Cieri e Luigi Stampone. Non è d’accordo Marisa Berarducci, che difende Lulzim Bimi, e non lo sono neppure gli avvocati Giovanni Cerella, Alessandro Orlando e Antonello Cerella, legali dei fratelli Clirim ed Elvin Tafili, i rivali di Faslia. Per il sostituto procuratore Enrica Medori i rilievi dei Ris sono importatissimi. Non a caso ieri mattina i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche sono tornati a San Salvo. Altrettanto importanti sono i filmati delle telecamere della videosorveglianza. La perizia è durata due giorni per poter accertare ogni passaggio. «Abbiamo nominato il professor Martino Farneti di Roma come perito di parte», dice l’avvocato Berarducci che difende Bimi. È proprio la posizione di quest’ultimo la più delicata. Elvin Tafili da subito è stato accusato solo di porto abusivo di arma da fuoco. Clirim Tafili ha richiesto l’accertamento stub per dimostrare che non ha sparato. Fasli Faslia assicura che i colpi sono partiti accidentalmente. «È tutto da dimostrare», incalza l’avvocato Berarducci. Bisogna attendere l’esito delle perizie che, incrociate col materiale probatorio acquisito dai carabinieri, definirà il quadro della situazione. (p.c.)

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