Sparatoria, i 4 arrestati sono pronti a parlare

1 Maggio 2021

Lanciano. Inviata alla Procura la richiesta d’interrogatorio. Entro lunedì l’eventuale ricorso al Riesame

LANCIANO. Richiesta di interrogatorio alla Procura e ricorso al Riesame per provare ad ottenere gli arresti domiciliari. È questa, molto probabilmente, la linea difensiva che seguiranno gli avvocati difensori dei quattro albanesi arrestati per la sparatoria del 18 aprile scorso nella zona industriale di Follani. Altin Pojana, 39 anni, residente a Fossacesia; Amarildo Ferko, 23, residente ad Altino; Florenc Kurti, 25 anni, e Behar Gjoka, 22, entrambi residenti a Selva di Altino, da quasi due settimane sono detenuti nelle carceri di Vasto, Pescara e Isernia con le accuse di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e porto abusivo d’armi in concorso tra loro. Nell’aggressione ad altri quattro connazionali, due di questi sono rimasti feriti, uno in modo permanente dopo essere stato raggiunto da un proiettile alla schiena. La pistola calibro 38 finora non è stata ritrovata.
Molti aspetti della vicenda, per la cui ricostruzione i carabinieri di Lanciano si sono basati essenzialmente sulle testimonianze degli albanesi aggrediti, vanno ancora chiariti. Per questo i quattro arrestati, che all’udienza di convalida hanno fatto scena muta, chiederanno di essere interrogati di nuovo. I legali, Gaetano Pedullà per Gjoka e Kurti, Silvana Vassalli per Ferko, Camillo e Mario La Morgia per Pojana, nei prossimi giorni formalizzeranno la richiesta al procuratore Mirvana Di Serio. «Non c’era stato tempo di conferire con i nostri assistiti in vista dell’interrogatorio di garanzia», spiega l’avvocato Vassalli, «ma il fatto di essersi avvalsi della facoltà di non parlare non significa che non avessero interesse a dare la loro versione dei fatti».
Contestualmente sarà depositato il ricorso al tribunale del riesame (i termini scadono lunedì, qualche difensore sta ancora vagliando l’opportunità) per chiedere gli arresti domiciliari: i quattro albanesi sono incensurati (Pojana ha precedenti non specifici) e lavorano tutti, chi in fabbrica, chi nel settore edilizio o agricolo.
Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, aveva respinto le richieste dei difensori rimarcando «la gravità dei fatti» e «la ferocia degli indagati» e ritenendo preminenti, sulle esigenze lavorative, il «grave pericolo di recidiva e di inquinamento probatorio». Adesso, alla luce della richiesta di un nuovo interrogatorio, i legali sperano di riuscire a far cadere i gravi indizi di colpevolezza e, quindi, le esigenze cautelari.
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