Sparatoria nel bar, in città arrivano i Ris

27 Maggio 2015

San Salvo, rilievi dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche per ricostruire l’agguato

SAN SALVO. 14 aprile, ore 21,30. Il bar Evelin è pieno di tifosi della Juventus che assistono alla partita di Champions. All’improvviso alcuni di loro di alzano. Pochi minuti dopo si sentono gli spari. Il ferito è Fasli Faslia. Accusati di avergli sparato, i fratelli Tafili e un amico albanese, Luzmil Bimi. Ieri mattina gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) dei carabinieri di Roma, insieme ai colleghi della compagnia di Vasto e della caserma di San Salvo diretti dal tenente Domenico Fiorini, hanno ricostruito la scena riproducendo i movimenti degli indagati e la traiettoria dei proiettili. I Ris hanno compiuto accurati rilievi per ricostruire l’esatta dinamica della sparatoria. Ad assistere all’incidente probatorio irripetibile c’erano i difensori degli indagati, gli avvocati Giovanni e Antonello Cerella, Fiorenzo Cieri, Luigi Stampone e Marisa Berarducci. I militari hanno lavorato tutto il giorno tenendo i curiosi distanza ma non è escluso che sia necessario tornare sul posto anche questa mattina. Cieri e Stampone, difensori del ferito, sono certi che la perizia dimostrerà che il loro cliente fu solo una vittima e non premette il grilletto. Lo stesso sostengono i fratelli Clirim ed Elvin Tafili.

Più delicata la posizione di Lulzim Bimi, ma l’avvocato Berarducci non esclude che l’incidente probatorio riservi colpi di scena. I protagonisti della sparatoria sono accusati tutti di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Elvin Tafili solo di porto abusivo di arma da fuoco. I quattro sono tutti in carcere: i Tafili e Bimi sono casa circondariale di Torre Sinello. Faslia è rinchiuso a Pescara. Dopo la perizia di ieri i difensori sono pronti a richiedere ancora la scarcerazione dei propri assistiti. (p.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA