Sparatoria tra gruppi di albanesi, inflitti 31 anni ai quattro imputati

Nello scontro dopo la lite in un bar un 30enne rimase semiparalizzato per un colpo di pistola alla schiena Le condanne ridotte di un terzo della pena con il ricorso al rito abbreviato. Le difese annunciano appello
LANCIANO. Sconteranno un totale di 31 anni e 4 mesi di reclusione Altin Pojana, Amarildo Ferko, Florenc Kurti e Behar Gjoka, i 4 albanesi protagonisti della sparatoria del 18 aprile 2021 nella zona industriale di Follani, in cui un connazionale, O.K., 30 anni, raggiunto da un colpo di pistola alla schiena, è rimasto semiparalizzato. La sentenza di condanna emessa con rito abbreviato dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi, divide le responsabilità, anche se a tutti sono contestati il tentato omicidio, le lesioni personali aggravate, il porto abusivo di armi e la ricettazione e addossa a Pojana, che avrebbe sparato, le colpe maggiori condannandolo alla pena più alta: 13 anni e 4 mesi. I legali degli imputati annunciano ricorso in appello.
LE CONDANNE“La resa dei conti” con sparatoria con una pistola mai trovata costa 13 anni e 4 mesi di reclusione ad Altin Pojana, 40 anni, di Fossacesia, difeso dagli avvocati Paolo Sisti e Vincenzo Menicucci; 6 anni e 8 mesi a Behar Gjoka, 23 anni, residente a Selva d’Altino, difeso da Enzo Di Lodovico; 6 anni a Florenc Kurti, 25 anni, di Selva, difeso da Francesco Valentini, e 5 anni e 4 mesi ad Amarildo Ferko, 24, residente ad Altino rappresentato da Silvana Vassalli. Tutti sono stati condannati al risarcimento danni da stabilire in separata sede e al pagamento di una provvisionale di 150mila euro ad O.K., rimasto sulla sedia a rotelle, rappresentato dall’avvocato Paolo Calcinaro che aveva chiesto danni per 1,5 milioni di euro, e 6mila euro per E.S., 23 anni, rappresentato da Paolo Di Ienno. Condanne emesse dal giudice Nappi ridotte di 1/3 della pena per il rito abbreviato per i 4, presenti in aula. Il giudice ha pure aumentato a Pojana la condanna rispetto alla richiesta del pm Francesco Carusi di 10 anni 8 mesi. Carusi che aveva chiesto 7 anni e 4 mesi per Gjoca e per Kurti e 6 anni per Ferko dopo aver parlato di una vera «resa dei conti» alla zona industriale.
LA SPARATORIA Secondo gli atti della Procura, che si è avvalsa delle indagini dei carabinieri di Lanciano, prima della sparatoria, la sera del 18 aprile 2021, ci sarebbe stato un antefatto nel pomeriggio quando Florenc Kurti e altri due connazionali residenti a Lanciano, E.S. e A.T., hanno avuto un litigio all'esterno di un bar di corso Trento e Trieste e hanno poi deciso di ritrovarsi nella zona industriale per «risolvere la questione in modo bonario». Attorno alle 19.50 E.S. e A.T. con altri due amici, R.T. e O.K., si sono recati in contrada Follani dove ad attenderli c’erano già Pojana, armato di pistola, Ferko, Kurti e Gjoka che aveva una mazza di ferro. Nessun incontro bonario perché Pojana ha puntato la pistola al volto di O.k. e avrebbe sparato. Ma la pistola si è inceppata. O.K. è scappato, ma Pojana l'ha ricaricata e ha sparato di nuovo colpendo il 30enne alla schiena. Un colpo che ha portato alla «sezione completa del midollo spinale» e lesioni che hanno costretto il giovane, anche lui presente ieri in aula, sulla sedia a rotelle. Ai 4 sono contestate anche le lesioni aggravate perché in particolare Gjoka avrebbe colpito E.S. alla testa con il bastone in ferro, il porto abusivo di armi, della pistola semiautomatica originariamente a salve modificata per sparare colpi veri, e ricettazione dell’arma, mai ritrovata. Ma dalla ricettazione sono stati assolti Kurti, Gjoca e Ferko.
LA DIFESA Gli avvocati hanno provato a ridimensionare le accuse di quella terribile serata di botte, bastonate e pallottole costata quasi la vita a O.K. e ora sono pronti a fare ricorso in appello. In particolare i legali di Pojana, Sisti e Menicucci, riproporranno la perizia balistica che dimostrerebbe che «il colpo di pistola è partito accidentalmente, mentre il 40enne cadeva all’indietro» e infatti avevano chiesto la riqualificazione del reato da tentato omicidio a lesioni gravissime, mentre gli altri avvocati avevano chiesto l’assoluzione dal concorso in tentato omicidio.
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