Spari contro il ristorante sulla Loggia

Cinque colpi di calibro 9 esplosi alla vetrina del Sunrise Agri Food. Il figlio dei titolari attivista e candidato del M5S
VASTO. Cinque colpi di pistola contro la vetrina di un locale sulla loggia Amblingh, a Vasto. Ancora un weekend di paura per la città.
IL FATTO. Le cinque pallottole calibro nove hanno infranto il vetro della porta del ristorante Sunrise Agri Food, sulla Loggia Amblingh, gestito dalla famiglia Di Tieri. I titolari del locale sono stati avvertiti da alcuni residenti. I ristoratori hanno immediatamente chiamato i carabinieri della compagnia di Vasto. Gli investigatori hanno raccolto i bossoli e compiuto i rilievi del caso. Il maggiore Amedeo Consales ha ascoltato il titolare per verificare se avesse notato movimenti strani nei giorni scorsi vicino al locale. Di Tieri non immagina neppure chi possa aver deciso di colpirlo. Non ha litigato con nessuno, né ricevuto minacce. Il ristorante che è aperto sette mesi l’anno, aveva ripreso l’attività ad inizio marzo. Una tranquilla gestione familiare. Il metodo degli spari fa pensare a un atto intimidatorio. L’autore ha aspettato che la città sprofondasse nel sonno, ha raggiunto la passeggiata affacciata sul mare e ha premuto per 5 volte il grilletto. Resta da capire perché e se effettivamente il Sunrise fosse o meno l’obiettivo. «Resta la gravità del fatto. Abbiamo tutti paura», hanno detto i residenti. Un episodio grave per una città che solo una settimana fa ha subito una rapina a mano armata.
IPOTESI DISPETTO POLITICO. Il figlio dei titolari del ristorante, Elvis Di Tieri, è un attivista del M5S. Tanti hanno pensato ad un gesto contro il movimento di cui il giovane fa parte. Gli investigatori non si pronunciano. Il senatore Gianluca Castaldi non appena ha saputo dell’accaduto ha immediatamente comunicato la propria solidarietà alla famiglia colpita. Lo stesso ha fatto il consigliere regionale Pietro Smargiassi. Quest’ultimo, dopo aver rimarcato la gravità del gesto malavitoso, ha esortato il governo cittadino a «pretendere» dalle autorità preposte adeguate misure in difesa di una città in balia della criminalità organizzata. «Questo è un attacco alla città e a una famiglia di onesti lavoratori», ha detto Smargiassi. «Qualcuno anni fa disse che Vasto non era Beirut. È vero, a Beirut sono abituati a combattere, Vasto non ha né le armi, né gli uomini».
L’OSSERVATORIO DELLA LEGALITÀ. Smargiassi è tornato a chiedere il varo dell’Osservatorio della legalità. «Si proceda con le nomine», ha esortato Smargiassi. «La legge regionale a firma 5 stelle», ha ricordato il consigliere, «è stata approvata a maggio 2017. Sono trascorsi, circa dieci mesi. Appare sconcertante e per certi versi preoccupante il fatto che la Regione continui a disattendere gli obblighi derivanti da tale norma, e non dia seguito alle nomine dei membri dell’Osservatorio. La campagna elettorale», continua Smargiassi, «ha di fatto paralizzato la Regione ormai da mesi dietro la corsa al palazzo del governatore; ora però è il momento di tornare nelle aule di commissione e del consiglio per far ripartire al più presto le attività regionali».
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